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Mondiali in Giappone: il rugby dice "No" ai tatuaggi

Sonny "Bill" Williams con alcuni dei suoi tatuaggi ben visibili. (Wellington, 1.7.2017).
Sonny "Bill" Williams con alcuni dei suoi tatuaggi ben visibili. (Wellington, 1.7.2017). -
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REUTERS/David Gray TPX IMAGES OF THE DAY
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Niente tatuaggi alla Coppa del Mondo di rugby.
Dovrà adeguarsi anche Sonny "Bill" Williams, centro degli All Blacks neozelandesi, giocatore di fama mondiale, che di tatoo ne ha parecchi.
E dovranno farlo anche i tanti giocatori provenienti dalle zone del Sud Pacifico, la cui cultura - soprattutto quella polinesiana - esalta l'utilizzo dei tatuaggi sul proprio corpo, come forma di autentica spiritualità.

Un paese con un rapporto complicato con i tatuaggi

Su consiglio delle autorità del Giappone (dove si svolgeranno i Mondiali), la Federazione Internazionale Rugby ha vivamente consigliato ai giocatori di "nascondere" i tatuaggi, che in Giappone sono associati alla criminalità e alla Yakuza, la mafia giapponese.

"Questa sarà la norma per i giocatori che hanno la fortuna di venire qui ai mondiali.
Dobbiamo rispettare i valori del popolo giapponese. È cosi".
Sonny "Bill" Williams
34 anni, Centro squadra nazionale di rugby della Nuova Zelanda
Sonny "Bill" Williams durante la conferenza stampa.

Ingresso vietato a chi ha tatuaggi

Anche ai visitatori stranieri è consigliato nascondere i tatuaggi: in molti luoghi, come i tradizionali bagni giapponesi (ma anche altri luoghi), è vietato l'ingresso a chi ne ha.

"Sarà una buona occasione per gli stranieri di sapere quanto è severo il Giappone quando si tratta di tatuaggi", dice il tatoo artist Yugo.
"Quando vado all'estero è molto diverso. Quindi, penso che gli stranieri resteranno scioccati e penseranno "perché diavolo devo nascondere il mio tatuaggio?"

In realtà, pare che le autorità giapponese stiano cominciando ad ammorbidirsi e ad essere più tolleranti, con gli stranieri, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Il tatuatore Yugo durante l'intervista.

La prima volta in Giappone

La 9.edizione della Coppa del mondo di rugby, organizzata per la prima volta in Giappone (12 le città coinvolte, con i loro stadi) prende il via il 20 settembre con la partita inaugurale a Tokyo tra Russia e Giappone e terminerà il 2 novembre, con la finale a Yokohama.

È presente anche l'Italia, nel gruppo B con Nuova Zelanda, Sudafrica, Namibia e Canada. Debutto il 22 settembre contro la Namibia a Higashiosaka.

LEGGI ANCHE: tutte le informazioni sulla Coppa del Mondo di rugby 2019 in Giappone le potete trovare sul sito ufficiale della competizione.

Kobe sarà una delle 12 città che ospiteranno i Mondiali di rugby in Giappone.

Il rugby non sarà nè "maschile" nè "femminile"

La Federazione Internazionale di rugby è sempre all'avanguardia: appena qualche settimana fa ha deciso di non utilizzare più i termini "maschile" e "femminile" per le sue competizioni.
Non proprio per una questione di genere, quanto - lo hanno ammesso - per cercare di mantenere lo stesso livello di fatturato commerciale del marchio Coppa del Mondo sia nel maschile che nel femminile.

Si comincia nel 2021 in Nuova Zelanda.