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UK, la sospensione del Parlamento provoca forti proteste in tutto il Paese

Scene di protesta di fronte al Parlamento britannico
Scene di protesta di fronte al Parlamento britannico -
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REUTERS/Henry Nicholls
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"Fermate il colpo di Stato": è lo slogan che risuona davanti il Parlamento britannico e che viene intonato in tutto il Paese dopo la decisione del premier britannico, Boris Johnson, di sospendere il Parlamento fino al 14 ottobre, solo qualche settimana prima della scadenza della Brexit il cui termine è fissato per il 31/10. Decisione che la regina Elisabetta ha approvato.

Leggi anche ➡️ Cos'è e come funziona la procedura di sospensione del parlamento britannico

Una mossa audace quella del premier britannico che ha, in questo modo, messo in atto la cosiddetta soluzione nucleare, trascinando la Regina Elisabetta II nella battaglia parlamentare sull'uscita con o senza accordo. La Regina dovrà poi tenere il suo discorso al Parlamento sulle sfide del nuovo governo proprio il prossimo 14 ottobre.

La nota di Sua Maestà che riferisce dell'approvazione della richiesta di sospensione

Il comunicato ufficiale del Privy Council, ossia l'organo dei consiglieri della Regina, infatti riferisce: «Viene ordinato oggi da Sua Maestà che il Parlamento venga sospeso in un giorno compreso fra non prima di lunedì 9 settembre fino a non oltre giovedì 12 settembre».

La decisione di Johson muove le accuse da più parti giunte sulla reale decisione che lo avrebbe spinto, quella cioè di aver voluto neutralizzare quasi totalmente gli oppositori al No Deal e alla Brexit dura lasciando loro poco margine per discutere il no deal. Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn in questo senso è chiaro:

"Il primo ministro sta distruggendo la nostra democrazia per portarla a un'uscita dall'Unione euopea senza accordo".

Intanto ha superato il milione di firme la petizione contro la sospensione del parlamento lanciata dopo l'iniziativa del premier. L'istanza chiede che il Parlamento non sia "sospeso o sciolto a meno che e fino a quando il periodo dell'articolo 50 non sia stato sufficientemente esteso".