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L'umanoide Fedor approda sulla Stazione spaziale internazionale

L'umanoide Fedor approda sulla Stazione spaziale internazionale
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Questa volta l'aggancio alla Stazione spaziale internazionale (ISS) è andato a buon fine. Dopo un fallito tentativo sabato scorso, la navicella Soyuz MS-14 con a bordo l'umanoide russo Fedor ha potuto ancorarsi ed effettuare la consegna di materiale scientifico, sanitario e di viveri.

Il tweet ironico del robot Fedor: "Scusate per il ritardo. Ero bloccato nel traffico. Sono pronto a proseguire il lavoro"

Il robot, il primo ad essere inviato nello spazio dalla Russia, dovrà effettuare dei test nell'ottica di sostituire in futuro l'equipaggio in carne e ossa nelle rischiose "passeggiate spaziali", ovvero nelle operazioni extraveicolari.

A bordo del segmento russo della Stazione Spaziale, Fedor sarà chiamato a svolgere numerosi compiti, e a lavorare con strumenti e attrezzi che richiedono la "sofisticata meccanica motrice delle sue mani", come spiega a Euronews il direttore esecutivo del programma, Alexander Bloshenko. La macchina è capace di operare in tre modalità: completamente autonoma, con controllo a distanza tradizionale e con uno speciale sistema di imitazione dei movimenti, in cui "l'operatore indossa un visore per la realtà virtuale e una tuta munita di sensori" la cosiddetta "modalità avatar".

La missione di Fedor nello spazio è una sorta di "esperimento preliminare", volto a studiare tutte le possibili applicazioni del robot, e la sua funzionalità a gravità zero. In questo, sottolinea Bloshenko, "la Stazione Spaziale Internazionale è una piattaforma di sperimentazione per lo sviluppo di nuove tecnologie, e per il loro futuro utilizzo per l'esplorazione dello Spazio".

Fedor, che sta per Final Experimental Demonstration Object Research, rimarrà sulla stazione spaziale internazionale fino al 7 settembre.

I primi ad inviare un umanoide, Robonaut 2, nello spazio furono gli americani nel 2011. Lo riportarono a casa nel 2018 per problemi tecnici.