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Sul G7 si allunga l'ombra della guerra commerciale tra USA e Cina

Sul G7 si allunga l'ombra della guerra commerciale tra USA e Cina
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REUTERS/Sergio Perez
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Sul G7 di Biarritz si allungano le ombre della guerra commerciale tra USA e Cina.

Proprio questo venerdì, Pechino ha annunciato di aumentare le tariffe su beni statunitensi per un valore di circa 68 miliardi di euro.

Una misura di ritorsione adottata in risposta ai nuovi dazi statunitensi per 270 miliardi di euro che entreranno in vigore da metà settembre, scaglionati fino a dicembre.

Accompagnati, peraltro, dall'immancabile tweet-affondo di Donald Trump, che nel suo tweet ha sottolineato di voler bloccare il furto di denaro da parte cinese agli Stati Uniti.

E ha anche spronato le aziende statunitensi a cercare immediate alternative al mercato cinese a costo di traferferire le aziende e riportarle negli Stati Uniti.

È solo l'ultimo episodio della guerra commerciale tra le due potenze economiche, ma le ripercussioni si avranno a livello globale.

Sia Banca mondiale che Fondo monetario internazionale hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita per quest'anno.

Numeri che si traducono nella vita di tutti i giorni con un divario tra ricchi e poveri sempre più importante.

Per la Banca mondiale una più forte crescita economica è fondamentale per ridurre la povertà e migliorare gli standard di vita anche tra gli abitanti dei Paesi del G7 che comunque possiedono più della metà della ricchezza globale. Di questi paesi, il 10% più ricco possiede la metà o più della ricchezza del paese, mentre il 50% più povero possiede appena il 10% se non meno.

E con il rallentamento dell'economia mondiale, ripianare questo divario richiederà ancora più tempo.