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Migranti: la Francia e le richieste di asilo

Migranti: la Francia  e le richieste di asilo
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La Francia è uno dei cinque Paesi che hanno accettato di accogliere i migranti sbarcati dalla Gregoretti, la nave della Guardia Costiera italiana attraccata ad Augusta: 115 persone a cui il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha consentito di mettere piede sul suolo italiano solo a patto che venissero redistribuite altrove. Il sì della Francia non cancella però il problema del copioso numero di richieste di asilo, che Parigi deve valutare. Come quella di Oliver, 26 anni, sudanese.

"Sono venuto in Francia per chiedere asilo - dice Oliver - per avere i documenti, per lavorare, per mettere su famiglia. Per questo sono venuto qui. Ma in Francia la situazione è davvero difficile. Nel 2015 è stato lo stesso: niente documenti, niente lavoro, niente casa. È un problema".

La legge francese sull'asilo prevede che la richiesta sia presentata entro 90 giorni dall'arrivo nel Paese. Ma l'arretrato è lungo e l'iter, a volte, va avanti per anni.

Pierre Henry è il direttore di 'Terre d'Asile', una ong nazionale che cerca di seguire e assistere coloro che richiedono lo status di rifugiato in Francia. Spiega che, sulla carta, ottenere l'asilo non è difficile: "Come ottenerlo? Basta andare alla stazione di polizia, registrarsi lì, proprio nel luogo in cui si arriva. Poi bisogna consegnare il proprio fascicolo all'ufficio preposto alle pratiche di asilo. In teoria è semplice, ma in pratica è molto più complicato".

Per coloro che sono sbarcati in Sicilia e che saranno mandati in Francia, il procedimento per la valutazione delle richieste sarà velocizzato. Potranno fare affidamento sui benefici garantiti dalla legge francese: molti altri dovranno attendere.