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Iran via dall'accordo nucleare: "pronti a violazioni ogni 60 giorni"

Iran via dall'accordo nucleare: "pronti a violazioni ogni 60 giorni"
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Alla fine, quello che si temeva è accaduto: allo scadere dell'ultimatum, l'Iran esce ufficialmente dall'accordo sul nucleare del 2015, annunciando un incemento nell'arrichimento dell'uranio.

Il portavoce dell'agenzia iraniana per l'energia atomica ha inoltre minacciato ulteriori violazioni: "siamo pronti a introdurne di nuove ogni 60 giorni se l'Unione europea non contrasterà le sanzioni statunitensi", ha detto, ribadendo quanto affermato in un tweet dal ministro degli Esteri Javad Zarif che ha sottolineato come Francia, Germania e Regno Unito abbiano "fallito nel preservare l'accordo dall'unilateralismo statunitense.

Dura la reazione di Israele: "Questo è un passo molto, molto pericoloso" ha detto il premier Natanyahu. "Invito i miei amici, i capi di Francia, Gran Bretagna e Germania a ricordare come, alla firma di questo accordo, avesse detto che non appena l'Iran lo avesse violato avrebbero imposto severe sanzioni: questa era la risoluzione del Consiglio di sicurezza. Dove siete ora?".

Ma la posizione iraniana è da considerarsi irremovibile, come ci ha spiegato l'analista internazionale Mohammad Ghaderi: "Il messaggio dell'Iran è chiaro: l'iran si arrenderà al bullismo dell'Occidente. È chiaro che se avviene un dialogo rispettoso tra l'Iran e l'Occidente, la Repubblica Islamica dell'Iran, come ha dimostrato finora, si muoverà in campo internazionale, altrimenti non si arrenderà a nessun delinquente o bullo".

E il messaggio è rivolto anche all'Italia: l'ambasciatore iraniano a Roma ha ripetutamente caldeggiato l'ingresso italiano in Instex, il meccanismo messo in piedi da Francia, Inghilterra e Regno Unito (ma rimasto, finora, inattivo) per comprare petrolio iraniano aggirando le sanzioni di Trump. "L'Eni aveva ottenuto perfino un'esenzione di 6 mesi dalle sanzioni - ha ricordato l'ambasciatore in un'intervista al Messaggero - ma anche allora hanno preferito non comprare il nostro petrolio".