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UE: nomine in alto mare, consultazioni no stop; tutto rimandato al 30 giugno

UE: nomine in alto mare, consultazioni no stop; tutto rimandato al 30 giugno
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Jean Claude Juncker si appresta a terminare il suo mandato al vertice della Commissione europea, ma il nome del suo successore non è ancora dato sapere. Il presidente uscente Juncker commenta con un "La mia nomina fu più trasparente" l'esito dei due giorni di vertice: un nulla di fatto. A complicare i giochi il fatto che molti Paesi spingano fortemente per il superamento del criterio dello Spitzenkandidat nessuno dei quali ha i numeri per essere eletto, al momento.

Tusk proseguirà con le verifiche, su questo ed altri fronti, in vista del vertice del 30 giugno:

"Abbiamo bisogno di più tempo per discuterne ed è per questo che torneremo su questo tema alla fine di giugno. Oggi è troppo presto per giudicare i nomi e il post", aveva detto Donald Tusk già a notte fonda.

Brexit, Iran, Cipro, zona euro e debito italiano

Durante la seconda giornata di vertice dei capi di Stato e di governo si è parlato di Brexit, la diatriba tra Cipro e Grecia sul tema trivellazioni, e il futuro della zona Euro.

Brexit

Alla fine del vertice è chiaro il messaggio del presidente del consiglio europeo Donald Tusk al prossimo premier britannico: "L'accordo non è rinegoziabile". "Siamo aperti a discutere il futuro delle relazioni tra Regno Unito e Ue se la posizione del Regno Unito evolve, ma l'accordo di uscita non è rinegoziabile", ha specificato.

Iran

Imbarazzo dei vertici durante la conferenza stampa finale del vertice: nessuna presa di posizione sull'Iran e le tensioni tra Teheran e Stati Uniti. A una domanda precisa di un giornalista Tusk risponde che in certi casi è meglio una posizione attendista.

Cipro

La Grecia ha chiesto sanzioni contro la Turchia che ha avviato alcune trivellazioni nelle acque territoriali dell'isola divisa. L'Unione europea ritiene quindi illegali le trivellazioni turche e alla fine il Consiglio europeo "esprime serie preoccupazioni per le attuali attività di perforazione illegale della Turchia nel Mediterraneo orientale" e deplora che Ankara "non abbia ancora risposto alle ripetute richieste dell'Ue di cessare tali attività".

Russia

I capi di stato e di governo dei 28 hanno dato il loro via libera al rinnovo delle sanzioni alla Russia, per sei mesi, per il mancato rispetto degli accordi di Minsk.

Clima

L'obiettivo di ridurre le emissioni a zero entro il 2050, stipulato negli accordi di Parigi, rischia di venire seriamente compromesso. Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria si sono impegnate a rispettare gli accordi ma Varsavia è preoccupata per l'impatto nelle regioni polacche produttrici di carbone.

Alla fine un accordo per zero emissioni nel 2050 non è stato trovato.