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Noam Chomsky non parteciperà al convegno organizzato dall'ultra-destra italiana

Noam Chomsky non parteciperà al convegno organizzato dall'ultra-destra italiana
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REUTERS/Archivio
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Noam Chomsky, uno dei più grandi intellettuali viventi, non parteciperà ad un convegno organizzato con la collaborazione di associazioni legate all'estrema destra e il cui invitato più in vista è il nazionalista e ultra-conservatore russo, Alexandr Dugin.

Il dibattito, dal titolo Identitas - Uguali ma diversi, si terrà sabato 15 al Castello di Udine e sarà patrocinato dal comune friulano.

Nonostante l'intervento in videocollegamento del celebre linguista e saggista statunitense fosse stato annunciato nella locandina dell'evento e su Facebook, Chomsky ha confermato a Euronews la sua volontà di non intervenire. In un altro messaggio, da noi visionato, aggiunge che "non ho mai avuto intenzione di partecipare, ma dopo aver ascoltato molte brave persone, non manderò neanche una breve dichiarazione come avevo fatto intendere sarebbe stato possibile".

Chi sono gli ospiti e gli organizzatori

L'ospite più controverso della tavola rotonda è certamente Aleksandr Dugin, in tour in Italia con una serie di incontri promossi da REuropa, sigla utilizzata da un gruppo legato, da almeno quarant’anni, al mondo del neofascismo italiano e a Ordine Nuovo - come ha dimostrato questa inchiesta di Andrea Palladino. Andrea Bertello, il referente di REuropa, prenderà anch'egli parola durante il seminario.

Dugin è l'ispiratore del Partito Nazional Bolsevico fondato da Eduard Limonov che mescola elaborazioni della destra radicale e del nazionalismo russo. Come indica la redazione russa di Euronews, auspica la riannessione degli ex Stati sovietici alla Russia ed è un ardente fan di Vladimir Putin. In patria non appare quasi mai sulla stampa, se non in quella "estrema e poco affidabile".

Propone uno stato forte, improntato su patriarcato e valori tradizionali, che porti ordine nella cornice di un Impero Euroasiatico da Vladivostok a Lisbona, contrapposto all'Occidente e agli USA. Negli ultimi anni è stato molto attivo su e giù per l'Italia assieme a Steve Bannon.

Durante l'incontro verrà quindi proiettata una intervista realizzata a Massimo Fini (non si tratterà di un collegamento multimediale, come scritto sulla locandina). Altro invitato è il "turbofilosofo" Diego Fusaro che scrive per Il Primato Nazionale, quotidiano sovranista di Casa Pound. Segue Edoardo Sylos Labini, attore e direttore artistico e fondatore di CulturaIdentità, che si presenta come "una rete per non cadere vittime di una globalizzazione studiata a tavolino, che imponendo un pensiero unico non accetta e rispetta le singole identità". Editore di un mensile, si propone di liberare l'Italia dal regime di "menzogne politicamente corrette", "italianizzare" e "sovranizzare".

C'è poi Guglielmo Cevolin, presidente di Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone, l'associazione che - come riferisce il Comune di Udine a Euronews - ha avuto il compito di organizzare quattro iniziative culturali a fronte di un contributo dell'amministrazione di 5mila euro. Tra queste quattro figura, appunto, Identitas. Nel 2013, come indica questa piattaforma online di storia glocale, Historia portò a Pordenone il pensiero di destra estrema del francese Alain De Benoist. Chiude l'elenco dei relatori Paolo Paron, che si presenta come esperto di tradizioni popolari e "fondatore della Società Tolkienana italiana".

I collaboratori all'organizzazione del seminario sono Il Talebano, che si autodefinisce laboratorio culturale "in supporto dell'azione politica" del leghista Vincenzo Sofo - per le cronache rosa, compagno di Marion Maréchal Le Pen - e EreticaMente. Quest'ultima, sul suo sito web dice di promuove la difesa, la lingua, l’identità e la civiltà italiane, "come trasmesse alle attuali generazioni dalle plurimillenarie vicende storiche della Tradizione Occidentale". Sulla stessa pagina, in basso a destra, si trova un tributo poetico a Dominique Venner, francese, esponente di spicco della Nuova Destra francese, noto per essersi suicidato nel 2013 all'interno della Cattedrale di Notre Dame a Parigi sparandosi un colpo di pistola in bocca, in segno di protesta contro la presunta "sostituzione etnica" dei popoli europei.

Contattato da Euronews, il direttore artistico e moderatore del convegno, Emanuele Franz, sostiene che la "molteplicità dei punti di vista" sarebbe stata garantita anche dal contributo di Chomsky e che la presenza di Dugin è indipendente dal resto del suo tour italiano. "Ho invitato il doppio dei relatori che verranno, persone anche più moderate, di sinistra, ma poi alcuni non se la sono sentita e non parteciperanno".

"Il convegno cerca di rispondere alla domanda di Socrate e Platone: chi siamo? Dove stiamo andando? Ha ancora senso, oggi, avere un senso di appartenenza? La mia intenzione era di sentire tutti, da est a ovest, da Dugin a Chomsky", aggiunge. Parlando dello squilibrio verso l'estrema destra del parterre, Franz chiosa: "Ascoltare una persona non significa condividere le sue posizioni".

Voci critiche del mondo della cultura friulano, contattate da Euronews, ritengono che, dietro una apparente patente di neutralità e "in nome del dibattito, l'iniziativa legittimi un pensiero i cui effetti concreti vediamo ogni giorno" nella nostra società.

Alla domanda di Euronews sulla opportunità di patrocinare un evento in cui tra gli invitati spicca una persona che, tra le varie cose, ha auspicato l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia e l'uccisione degli ucraini, il Comune di Udine e l'assessorato alla cultura hanno scelto di non commentare.