Elezioni Europee: candidati transnazionali in corsa

Elezioni Europee: candidati transnazionali in corsa
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Alle elezioni europee 2019 non ci sono ancora liste transnazionali, però non mancano i candidati transnazionali che hanno scelto di attraversare i confini. Tra questi diversi sono i nomi noti: Dall’ex sottosegretario per gli Affari Europei Sandro Gozi in Francia con La République en Marche all’ex ministro per l’economia greco Yanis Varoufakis con Diem 25 in Germania.

“Non possiamo avere una democrazia europea se non abbiamo liste transnazionali. Siamo 6 candidati transnazionali, con nazionalità diversa da quella, incarniamo l'idea di politici oltre le frontiere" ha affermato Sandro Gozi a Euronews.

Tra i candidati transnazionali ci sono anche volti nuovi con nomi importanti. È il caso del francese Nicolas Barnier, figlio del negoziatore dell'UE per la Brexit Michel Barnier. È stato invitato a far parte del partito liberale dal primo ministro Charles Michel. Ma la sfida ora è convincere gli elettori belgi, che a malapena lo conoscono.

"Certamente sono francese ma possiamo essere patrioti ed europei, non sono due concetti incompatibili. Dobbiamo tenere a mente che votare per le elezioni europee significa votare un progetto piuttosto che una persona. Per quanto riguarda il mio cognome: io sono io e mio padre è mio padre. Ha i suoi impegni come io ho i miei " ha raccontato Nicolas Barnier.

Nella scorsa legislatura sono stati eletti solo 4 deputati fuori dai paesi di origine. Ancora nelle elezioni europee del 2019 non ci saranno liste transnazionali, ma questa volta ci sono almeno 20 candidati oltre i confini.

Ma quante sono le probabilità che siederanno nel prossimo Parlamento europeo? Come spiega Eric Maurice, della Fondazione Robert Shuman queste candidature transnazionali hanno piuttosto un'importanza simbolica per l'integrazione europea.

I candidati transnazionali raramente occupano le prime posizioni nelle liste, quindi il numero di persone che riesce a ottenere un seggio al Parlamento europeo è troppo basso per capire quale impatto possono avere, quale valore aggiunto portano ai lavori del Parlamento Europeo " ha spiegato Eric Maurice, della Fondazione Robert Schuman.

L'idea di liste di transnazionali è stata promossa da Sandro Gozi nel 2016 e ripresa da Macron per redistribuire i posti rimasti vacanti rimasti dalla Brexit, ma la proposta è stata respinta. Ora il Regno Unito prende comunque parte alle elezioni, se ne riparlerà forse nel 2024.