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Russiagate, tensione al Congresso: "Barr è un bugiardo"

Russiagate, tensione al Congresso: "Barr è un bugiardo"
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Si fa ancora più acceso lo scontro tra i Democratrici e la Casa Bianca dopo l'audizione di William Barr davanti alla Commissione giustizia del Senato. Il procuratore generale, accusato da Robert Mueller di avere presentato le conclusioni del suo rapporto sul Russiagate in maniera fuorviante e assolutoria nei confronti di Trump, ha respinto le accuse al mittente.

"Ho parlato con Muller al telefono e gli ho chiesto se ci fossero dei problemi - ha detto Barr nel corso dell'audizione -. Lui mi ha risposto di no e che è stata la stampa a riportare in fatti in maniera inaccurata".

La versione di Barr non ha però convinto i Democratici, che lo accusano di provare a difendere il presidente e ne hanno invocato le dimissioni. Il ministro della Giustizia, per tutta risposta, ha deciso di non testimoniare davanti alla Commissione giustizia della Camera, a maggioranza democratica. Uno schiaffo che ha spinto di presidente della commissione, il democratico Jerry Nadler, a minacciare di accusare Barr di oltraggio alle istituzioni.

Nadler ha comunque affermato che tenterà nuovamente di convincere Barr a presentarsi e di negoziare con il ministro la completa pubblicazione del rapporto Mueller sulle conclusioni delle indagini del Russiagate.

Ancora più dura la speaker della Camera Nancy Pelosi: "Barr non ha detto la verità, ha mentito al Congresso. E questo è un reato".

Nei giorni scorsi i media americani hanno pubblicato la copia di una delle due lettere inviate da Mueller a Barr, capo e amico di lunga data del procuratore speciale. Nelle missive Mueller si lamentava del riassunto - pubblicato il 24 marzo - delle oltre 400 pagine del suo rapporto sostenendo che non catturava appieno "il contesto, la natura e la sostanza" di ciò che era stato scoperto nei due anni e mezzo dell'indagine.

Una versione del rapporto con varie parti censurate è stata poi pubblicata il 18 aprile.

"Con tutto il rispetto penso che alcune persone al Campidoglio cominciano ad essere disperate - ha detto in difesa di Barr Kellyanne Conway, consigliere di Trump -. Devono essere arrabbiati con Mueller perché non ha ottenuto i risultati che aveva promesso agli americani per due anni mezzo: ovvero collusione con la Russia e complotti criminali",

William Howell, professore di politica americana all'Università di Chicago, è tra i molti critici a cui il la testimonianza di Barr è sembrata più quella di un avvocato difensore che quella di un ministro della Giustizia.

"C'è preoccupazione per l'integrità dell'ufficio del procuratore generale e per il suo grado di indipendenza dal presidente - ha detto Howell -. Barr si è comportato in una maniera che agli occhi dell'opinione pubblica ha messo in dubbio la sua indipendenza dalla Casa Bianca. Ci vorranno mesi o forse anni per riconquistare la fiducia dei cittadini".

Contrariamente a Barr, Mueller ha accetta di testimonierà davanti alla commissione giustizia della Camera, che dovrebbe ascoltarlo entro la fine del mese.