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Quale la posta in gioco per il prossimo vertice tra Putin e Kim Jong-un

Quale la posta in gioco per il prossimo vertice tra Putin e Kim Jong-un
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Dopo il fallimento del vertice con gli Stati Uniti e lo stallo dei negoziati, la Corea del Nord guarda verso Mosca. Secondo il Cremlino entro la fine di aprile Kim Jong-un andrà in Russia e incontrerà il presidente Vladimir Putin. Un annuncio che arriva a poche ore di distanza dal nuovo test missilistico realizzato dal regime di Pyongyang. Un'arma tattica guidata su cui non sono stati forniti dettagli.

"Kim Jong-un e Putin parleranno della sicurezza nella penisola coreana e nel nord-est asiatico - spiega a Euronews il direttore del Centro russo di studi coreani Alexander Zhebin - Se la Corea del Nord assicurerà a Mosca un'impegno serio per una soluzione politico-diplomatica del problema, continuerà i negoziati con gli Stati Uniti e la Corea del Sud. A quel punto Russia e Cina potranno proporre un'allentamento delle sanzioni contro Pyongyang al Consiglio di sicurezza dell'Onu".

Il problema delle sanzioni contro la Corea del Nord

Théo Clément, ricercatore associato al King's College di Londra, ha spiegato a Euronews che al momento le sanzioni riguardano il 95% dei beni nordcoreani. Ogni Paese le ha imposte individualemente, spiega Clément, ma ce ne sono alcuni multilaterali che sono in comune per tutti e sono state decise dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. "Fino al 2016 riguardavano armamenti e forniture militari, beni di lusso, beni e tecnologie a duplice uso. Ma dai test missilistici di quell'anno sono state estese a tutti i settori dell'economia.

Quali Paesi fanno affari con Kim Jong-un

Nonostante le sanzioni, sono parecchi gli Stati che continuano a commerciare con la Corea del Nord, soprattutto la vicina Cina. "La Cina non ha interessi diretti ad implementare le sanzioni bilaterali e le relazioni commerciali vanno avanti come se nulla fosse", commenta Clément. La Corea del Nord esporta risorse naturali, come minerali, carbone e frutti di mare per il mercato cinese, e riesce ad esportare prodotti militari come i missili da crociera e balistici. Anche alcuni paesi africani mantengono aperte le relazioni commerciali.

La Corea del Nord "non nasconde il fatto che non rispetta per nulla le sanzioni", aggiunge Clément, "è invece un po' più complicato per i paesi partner perché pochi o nessuno di loro vogliono assumersi la responsabilità della completa violazioni delle sanzioni, ad eccezione dell'Uganda".

Qual è il rapporto con la Russia?

L'Unione Sovietica è stato un importante sostenitore della Corea del Nord prima e dopo la guerra di Corea nei primi anni '50, ma le relazioni si sono deteriorate dopo il crollo dell'Urss.

"Dalla prima metà degli anni 2000, i russi hanno avuto una politica sempre più pragmatica nei confronti della Corea del Nord: niente più sostegno ideologico e nemmeno troppo sostegno politico", analizza l'esperto. "La Russia è un Paese che partecipa ai negoziati sul nucleare, ma è molto più indietro rispetto alla Cina, che ha relazioni molto più strette con la Corea del Nord. I russi hanno un po' di scambi commerciali con la Corea, ma in realtà si basano sul reciproco interesse". Al momento non c'è molta collaborazione politica. Ecco perché Kim Jong-un non ha mai incontrato Putin prima d'ora".

L'ultimo incontro al vertice tra i due Paesi risale al 2011, quando Kim Jong-il incontrò l'allora presidente russo Dmitry Medvedev, in Siberia.

Quale significato assume il vertice Kim-Putin?

"A mio parere, si tratta più che altro di un primo contatto", ha detto Clément, il quale ritiene possibile che Kim possa chiedere aiuto a Putin per la questione dei lavoratori nordcoreani impiegati in Russia, che dovrebbero tornare in Corea prima della fine del 2019 perché l'esportazione di manodopera nordcoreana all'estero è teoricamente messa al bando. "Possibile, quindi, che Kim possa chiedere a Putin un po' di flessibilità sull'argomento perché lo sfruttamento della manodopera nordcoreana genera valuta estera che rientra in patria, per la Corea del Nord".

Quanto alle sanzioni, Clément dubita che la Russia abbia la capacità o la volontà di influenzare il Consiglio di sicurezza dell'Onu su questi temi. C'è poi un ultimo, fondamentale motivo dietro questo vertice: aumentare il prestigio della diplomazia nordcoreana.

"Kim Jong Un è considerato un giovane leader che ha ereditato una posizione troppo di responsabilità per i suoi mezzi, ma di fatto è diventato uno dei principali attori della regione. Ha incontrato Trump, ha incontrato Moon Jae-in, ha incontrato Xi Jinping e incontrerà Putin. Lo possiamo definire un buon stratega, un buon laureato", ha detto Clément.

È riserbo sul luogo dell'incontro: alcuni media russi e giapponesi sostengono che potrebbe avvenire a Vladivostock, nella Russia orientale, dove un funzionario nord-coreano è stato visto mentre ispezionava una stazione ferroviaria. Nessun dettaglio neanche sulle tempistiche: l'agenzia di stato nordcoreana (KCNA) dice che avverrà "presto", ma non specifica altro.