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Brexit: occhi puntati su May e Corbyn

Brexit: occhi puntati su May e Corbyn
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"Ordine", urla lo speaker della Camera dei Comuni. Un invito a dir poco calzante, per una Brexit che si avvicina a grandi passi alla data del 12 aprile senza ancora aver raggiunto un accordo.

Gli occhi restano puntati sui due rivali giurati, Theresa May e Jeremy Corbyn, che adesso si ritrovano a cercare un punto di incontro in grado di scongiurare una uscita dall'Ue disordinata.

"Penso che in realtà ci siano un certo numero di temi su cui siamo d'accordo in merito alla Brexit - ha ribadito Theresa May durante il proprio intervento in aula - penso che entrambi vogliamo lasciare l'UE con un accordo, entrambi vogliamo proteggere i posti di lavoro; penso che entrambi riconosciamo l'importanza dell'accordo di ritiro: ciò che vogliamo fare ora è trovare una via da seguire che possa contare sul sostegno di quest'Assemblea per portare a termine la Brexit".

La discussione resta accesa e la tensione alle stelle

Theresa May non molla: "Quello che voglio adesso qui è trovare una posizione in cui possiamo, attraverso questa aula, sostenere l'accordo di ritiro e chiudere un piano che ci consenta di uscire il 22 maggio. Un accordo che - ha chiarito il primo ministro - escluda la nostra partecipazione alle elezioni europee. Ma questo possiamo farlo solo se insieme troviamo una via da seguire che questa Camera sia disposta a sostenere ".

Niente è scontato e Corbyn lascia la "porta" aperta

"Onorevole Presidente - ha detto a sua volta, in aula, il leader dell'opposizione - accolgo con favore l'offerta del primo ministro per i colloqui, in seguito agli incontri che ho tenuto con i membri di quest'Assemblea, e non vedo l'ora di incontrarla più tardi. Accolgo la sua disponibilità a un compromesso per risolvere lo stallo della Brexit".

Dall'ala conservatrice la sfida a May: "Corbyn non era il male assoluto?"

In una giornata caldissima per la Camera dei Comuni (qui l'ordine del giorno), di certo c'è chi non resta a guardare. E alza il dito, come il conservatore Lee Rowley.

"La settimana scorsa - ha detto Rowley, prendendo la parola - in questa camera il primo ministro ha detto che la più grande minaccia per la nostra posizione nel mondo, per la nostra difesa e per la nostra economia è il leader dell'opposizione: a suo giudizio - è stata la sfida a Theresa May dagli scranni dei conservatori - qual è ora la ragione del suo coinvolgimento in Brexit?".

Quel che resta fermo per ora è il no di May a un secondo referendum: la premier ha ribadito che l'obiettivo resta quello di "attuare il mandato popolare del primo referendum" lasciando l'Ue. Dietro la porta adesso c'è Corbyn. E molto potrà dipendere da come l'incontro tra i due andrà a finire.