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Road Trip: in viaggio nella Spagna che accoglie

Road Trip: in viaggio nella Spagna che accoglie
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Sulla rotta delle migrazioni prima arriva la Spagna, che nel 2018 ha registrato lo sbarco di 65.301 persone, seguita dalla Grecia, che ha contato oltre 35.000 ingressi. L'Italia è al terzo posto con 23.370 arrivi. Un'escalation che sposta la prima linea sul fronte iberico.

Cristina Giner di Euronews ha dedicato la puntata di Road Trip, il format che anticipa le elezioni europee di maggio, alla Spagna che accoglie.

"Dopo la chiusura dei porti italiani e il fallimento della politica migratoria dell'Unione Europea, la Spagna, la cosiddetta frontiera meridionale, è diventata la principale porta di accesso all'Europa - dice Giner - solo l'anno scorso sono sbarcati 65.000 migranti. A quasi un anno dall'arrivo dell'Acquarius a Valencia, l'irruzione dell'estrema destra nel panorama politico spagnolo sta facendo dell'immigrazione un tema centrale della campagna elettorale".

Cristina Giner racconta la storia della famiglia di Miral.

I passi sono piccoli, incerti. Ma in qualche modo Miral sa di essere al sicuro, come se il peggio fosse oramai alle spalle. Una nuova opportunità, una chance di vita migliore: la respirano sia Miral che i suoi genitori, arrivati in Spagna dopo essere scampati alla traversata in mare, l'odissea di molti migranti non sempre altrettanto fortunati.

Ali e Mariam sono fuggiti dalla guerra in Libia quasi un anno fa. Hanno rischiato tutto con quel viaggio della speranza perché il mare era più sicuro della vita che si sono lasciati alle spalle. Nel giugno dello scorso anno sono arrivati a Valencia a bordo dell'Acquarius, la nave divenuta simbolo di una crisi che ha scosso l'Europa intera. In Spagna, il riverbero di quella crisi ha investito anche il panorama politico. Le migrazioni non erano ancora una questione di massima allerta.

I volontari dell'accoglienza.

Ma, per chi dà una mano d'aiuto, fornire ai nuovi arrivati gli strumenti di cui hanno bisogno per avere successo nella vita non è solo buon senso ma un'esperienza gratificante, come per Ana Belem della Croce Rossa, che dice: "Sono già qui, dobbiamo aiutarli a integrarsi. Questo è ciò di cui si tratta. Penso che la politica debba condurci su questa strada".

Anche Irene, volontaria della Croce Rossa, elogia la forza di chi rischia tutto per iniziare una nuova vita: "La loro forza, la loro capacità di dire 'Inizierò una nuova vita', di dire 'Sono arrivato e imparerò lo spagnolo e a poco a poco costruirò il futuro che voglio'.

Una nuova vita in Spagna.

Per Ali, che fino a pochi mesi fa non parlava una parola in spagnolo, la gratitudine è un sentimento facile da esprimere: "Grazie a Dio per questa seconda vita", esclama.

La piccola Miral molto probabilmente non si ricorderà cosa hanno dovuto passare i suoi genitori affinché lei possa fare nuovi passi in Europa. Per ora, lei può godere di sentieri tranquilli.