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Brexit: la May chiede un rinvio, scontro tra la premier e Westminster

Brexit: la May chiede un rinvio, scontro tra la premier e Westminster
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A mille giorni dal referendum del 2016 che ha sancito la Brexit, la Premier britannica Theresa May, è ancora al punto di partenza e chiede all'Unione europea un rinvio al 30 giugno.

"Finora il Parlamento ha fatto tutto il possibile per evitare di fare una scelta - ha detto la May -Mozione dopo mozione ed emendamento dopo emendamento, il Parlamento non ha mai deciso cosa vuole. I deputati sono hanno detto solo ciò che non vogliono".

L'Unione europea, per ora, sembra disposta a concederlo fino al 23 maggio e solo se la Camera dei comuni dirà sì all'accordo negoziato con il Regno Unito.

La Camera dei Comuni, però, ha già respinto due volte l'accordo e ha chiesto un rinvio proprio per poterlo rinegoziare, possibilità bocciata dai Ventisette.

"Il governo intende presentare nuove proposte per un terzo voto - avverte il capo del governo di Londra - Se la votazione sarà approvata, l'estensione darà al parlamento il tempo di prendere in considerazione il disegno di legge sull'accordo di ritiro, se la votazione sarà respinta, il parlamento dovrà decidere come procedere. Come Primo Ministro non sono disposta a ritardare la Brexit oltre il 30 giugno".

La May ha cercato di coinvolgere i laburisti in una riunione, ma il loro capo, Jeremy Corbyn, ha abbandonato l'incontro.

"Il tempo è scaduto, hanno esaurito le idee - attacca il capo dell'opposizione - Le persone, in tutto il paese, sono ansiose e frustrate dalla totale incapacità di questo governo di trovare una via d'uscita dalla crisi".

Per l'Unione europea, il ritiro deve avvenire prima del 23 maggio altrimenti il Regno Unito avrà l'obbligo di partecipare alle elezioni europee.

"Credo che una breve proroga sia possibile - sottolinea il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk - Ma sarebbe subordinata all'approvazione dell'accordo di ritiro da parte dei Comuni. Resta aperta la questione della durata della proroga".

La Commissione europea ha chiesto ai capi di Stato e di governo di imporre al Regno Unito "una condizione" in modo "particolarmente chiaro" per concedere la proroga.

La palla, ancora una volta, è nel campo britannico. L'esecutivo di Londra avvia l'operazione Yellowhammer per risolvere le emergenze legate a un divorzio senza accordo.