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Juncker tra due fuochi: un possibile rinvio della Brexit e le critiche di Orbán

Juncker tra due fuochi: un possibile rinvio della Brexit e le critiche di Orbán
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STOCCARDA (GERMANIA) - Alla vigilia di un nuovo incontro con la Premier britannica Theresa May, alla ricerca di un accordo per l'uscita del Regno Unito dall'Europa, Jean-Claude Juncker - Presidente della Commissione Europea - interviene ad una conferenza organizzata dalla città di Stoccarda, in Germania: e non nega la possibilità di posticipare la Brexit

"Se il Regno Unito ne farà ancora parte, dovrà partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo"

"Se il Regno Unito non se ne andrà il 29 marzo, ma dopo, nessuno gli bloccherà la strada,
Jean-Claude Juncker
Presidente Commissione Europea

"Se il Regno Unito non se ne andrà il 29 marzo, ma dopo, nessuno gli bloccherà la strada, ma in quel caso dovrà candidarsi alle elezioni del Parlamento Europeo, se in quel momento ne sarà ancora membro", dichiara Juncker.

Le elezioni europee sono in programma nella settimana del 26 maggio, con giorni differenti di voto a seconda dei paesi.

Jean-Claude Juncker durante la conferenza a Stoccarda.

L'attacco ungherese

Intanto, dall'Ungheria, il premier Viktor Orbán lancia una campagna contro George Soros e contro lo stesso Juncker, criticando la politica migratoria dell'Europa.

La Commissione Europea denuncia una campagna "ridicola e choccante".

La oagina Facebook del governo ungherese contro Soros e Juncker.
"Contro le menzogne non c'è molto che si possa fare".
Jean-Claude Juncker
Presidente Commissione Europea

"Contro le menzogne non c'è molto che si possa fare, e ho proposto il ritiro di Fidesz (dal Partito Popolare Europeo, ndr), il partito di Viktor Orbán...perché penso che i conservatori in Ungheria non rappresentino i valori cristiano-democratici, questo non è un terreno comune tra me e il signor Orbán", ribatte Juncker.

I rapporti tra Juncker e Orbán sono tesi da tempo, fin da quando ad un vertice europeo del 2015 il presidente della commissione europea saluto' il leader ungherese chiamandolo "dittatore".

In seguito, gli stessi rapporti tra l'Ungheria e l'Unione Europea si sono ulteriormente raffreddata, soprattutto a causa della politica migratoria europea, non convidisa dall'Ungheria, e delle scelte politiche interne del governo magiaro.