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Ministero agì per "assecondare" il tweet del Ministro, condannato a risarcire

Ministero agì per "assecondare" il tweet del Ministro, condannato a risarcire
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REUTERS/Brendan McDermid/File Photo
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Se i tecnici di un Ministero adottano atti illegittimi per "inseguire" la linea del Ministro che si era sbilanciato sui social, il dicastero è condannato a risarcire i danni provocati.

Per la prima volta, un Tribunale ha identificato nel messaggio social di un alto funzionario pubblico "l'elemento spia" di una possibile ingerenza politica sulla corretta amministrazione di una struttura.

Succede a La Spezia dove il Comune aveva chiesto i danni al Ministero per i Beni e le Attività Culturali a causa della decisione di quest'ultimo di sospendere temporaneamente il taglio di alcuni antichi pini in una piazza locale.Lo segnala su Agi l'avvocato esperto di diritto delle tecnologie, Ernesto Belisario.

Di recente, il Tar della Liguria ha condannato il Ministero a risarcire il Comune ligure con 73mila euro perché questi lavori per erano stati interrotti "non già sulla base di una approfondita valutazione degli elementi relativi alla vicenda, ma al fine di assecondare gli impegni ormai pubblicamente assunti dal Ministro”. Impegni assunti pubblicamente con questo tweet:

Il rallentamento temporaneo dei lavori, alla fine portati regolarmente a termine, aveva costretto il Comune a risarcire a sua volta la ditta esecutrice. Forse i funzionari del Ministero avrebbero agito lo stesso in quel modo, ma quel cinguettio questa volta esce dalla dimensione meramente politica o mediatica per assumere rilevanza giuridica.

Come scrive l'avvocato Belisario, "quella del TAR Liguria è una sentenza molto importante perché ribadisce che i social non sono il far west e che un post può essere sintomo della scorrettezza del comportamento dell’amministrazione. Questo vale anche, forse soprattutto, per i post dei profili personali dei politici che – molto spesso – sono preparati da social media manager e staff che non hanno conoscenza della macchina burocratica (e del diritto amministrativo) e che non sempre consultano preventivamente gli uffici competenti per i singoli procedimenti".

Insomma: un'esternazione social di un Ministro può essere usata in sede legale contro la stessa amministrazione che presiede per dimostrare che l'apparato burocratico non ha la schiena sufficientemente dritta.

Che conseguenze avrà questa sentenza?

Secondo l'avvocato Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie, la sentenza non fissa principi di diritto rilevanti e potrebbe avere conseguenze non particolarmente significative, ma è destinata a fare parlare di sé "perché si occupa dei tweet dei politici".

Ciononostante, dice a Euronews, questa decisione del Tar della Liguria potrebbe riproporsi nuovamente quando sul banco degli imputati ci saranno non tanto gli stessi ministri (v. caso Diciotti con Salvini), quanto funzionari o dirigenti di un Ministero "che si sentono costretti ad andare dietro quanto un Ministro dichiara pubblicamente sui social" e, per questa ragione, finiscono per compiere atti contrari alla legge e alla "matrice squisitamente tecnica della discrezionalità esercitata dall'amministrazione".