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Se i politici sono vittime e carnefici dell'odio che ci circonda

Se i politici sono vittime e carnefici dell'odio che ci circonda
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Il clima di odio che pervade l'Europa preoccupa gli eurodeputati che mercoledì a Bruxelles si interrogano sulla la crescente violenza verbale e fisica contro i politici.

Una realtà che l'europarlamentare olandese del gruppo dei verdi, Judith Sargentini, conosce bene. Da quando ha denunciato la violazione dello stato di diritto in Ungheria è stata presa di mira sui social media. E afferma che dietro quegli attacchi ci sia il governo ungherese.

"Sono arrivati al punto di inserire pubblicità su giornali, spot pubblicitari in TV e ultimamente il governo ungherese sta pagando per diffondere i suoi commenti su Twitter tra i profili olandesi e belgi", afferma l'esponente del gruppo dei verdi.

Judith Sergentini-Parlamentare europea del gruppo dei verdi

Ma spesso sono i politici stessi ad alimentare quella violenza. In un rapporto recentemente pubblicato, il Consiglio d'Europa si dice preoccupante per il crescente razzismo e xenofobia presente nella politica italiana.

Jonas Lefevere, Assistente professore di comunicazione presso il Vesalius College a Bruxelles, afferma che negli ultimi vent'anni, sotto il baluardo della libertà di espressione, le forze estremiste hanno inasprito i toni del dibattito politico.

"Con l'aumento della volatilità elettorale i partiti e candidati devono combattere più intensamente per mantenere le loro quote elettorali".

La frammentazione dei media tradizionali e la competizione con i social media ha messo i politici in una posizione di forza e sono loro a dettare le regole del dibattito politico, stabilendo cosa è accettabile e cosa no.

"Le stesse piattaforme di social media hanno un'enorme responsabilità in quanto è sulle loro pagine che vengono pubblicati questi messaggi", continua Lefevere.

Facebook sta iniziando a capirlo: lunedì Nick Clegg a capo degli affari globali del colosso globale ha dichiarato che la compagnia svilupperà degli strumenti per contrastare la disinformazione politica in vista delle elezioni europee.