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Brasile: i danni della diga assassina

Brasile: i danni della diga assassina
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È corsa contro il tempo per ritrovare centinaia di persone disperse, almeno 300 secondo i primi calcoli, dopo che la diga nello stato brasiliano di Minas Gerais è collassata devastando la vicina cittadina di Brumadinho.

Finora circa 200 sono state ritrovate vive. Ancora poco chiare sono invece le cause dell'incidente. La diga delimitava un bacino di rifiuti minerari e nella stessa località si era verificato un incidente nel 2015. Subito la memoria va al novembre del 2015 quando una valanga di fango tossico travolse la città di Mariana, sempre nella regione di Minas Gerais: allora a crollare furono due dighe di contenimento di rifiuti, sempre del sito Vale: 19 le vittime. Fu il peggior disastro ambientale della storia del Brasile e venne chiamato la Fukushima mineraria del Brasile.

Così un abitante della zona: "Nel posto dove la diga è collassata c'era un sala per le feste, un parcheggio e gli uffici della compagnia mineraria. Sono tutti coperti dal fango adesso".

Un altro aggiunge: "Ho perso molti amici, molti colleghi. Sono molto triste Non ci sono parole per esprimere questa tristezza. Ho perso tantissimi amici, la mia fattoria ha perso molti animali abbiamo perso tutto, tutto, tutto".

I soccorsi sono stati costretti a rallentare le operazioni per il timore che ci fossero ulteriori smottamenti nel complesso. Altre migliaia di persone sono state evacuate. Adesso il timore delle associazioni ambientaliste e che i già scarsi vincoli di protezione ambientale esistenti possano essere ulteriormente allentati dal governo del neo presidente Bolsonaro. Le famiglie vittime dell'incidente del 2015 attendono ancora compensazioni.