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Forum di Davos, Londra all'Unione: prima l'economia, poi la politica

Forum di Davos, Londra all'Unione: prima l'economia, poi la politica
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Londra chiede all'Unione di occuparsi prima delle esigenze del business e dell'economia, e poi della politica.

Mentre Theresa May è costretta a restare a Londra per le trattative sulla Brexit, nella seconda giornata del Forum Economico Mondiale di Davos, i microfoni di Euronews hanno incontrato il Ministro britannico per il Commercio internazionale, Liam Fox, intervistato dal collega e conduttore del nostro programma 'Raw Politics', Darren McCaffrey.

Fox ha esortato, sia il Giverno di Londra, che l'Esecutivo europeo, a continuare a lavorare per il futuro delle imprese nazionali dopo il 29 marzo. Il Ministro ha dato voce alle preoccupazioni a lui espresse delle aziende britanniche - e da quelle dei partner commerciali del Regno Unito - in merito al rischio, già alto, di una Brexit senza-accordo.

"Ci sono diversi partner commerciali e aziende della Gran Bretagna che ormai vedono avvicinarsi l'uscita dall'Unione, che potrebbe realizzarsi anche in assenza di un'intesa. Stando a quanto mi riferiscono gli operatori economici, le imprese continueranno a prepararsi al nuovo scenario, cosa che dovrebbe fare anche Londra e i 27."

Fox ha aggiunto: "I_l mio commento è che non c'è niente di certo, quindi è meglio non lasciare le società britanniche più esposte di quanto già non lo siano alle nuove dinamiche dei mercati. Se siamo preparati, non ci sarà biasimo o spazio per le denunce, bisogna prevenire, guardare avanti_".

Il clima di incertezza c ontinua a provocare cambiamenti e ricerca di rotte alternative in svariati settori. Ad esempio, la Sony lascerà la sua sede a Londra per trasferirsi in Olanda. E la Dyson ha annunciato il trasferimento del suo quartier-generale a Singapore. La P&O cambierà aspetto. La società di navigazione e logistica britannica, infatti, ha assegnato alle sue navi i colori di Cipro, proprio a causa della Brexit.

Liam Fox, a Davos, ha ribadito che il suo Paese rimane una destinazione "attraente" per gli investimenti stranieri e che è "aperto agli affari e a ospitare il business". E che la Gran Brategna si sta impegnando per formalizzare il piano di uscita dall'Unione e avviare i negoziati sulle future relazioni commerciali tra Londra e l'Europa.

"Questo non è il momento di mettere la politica al di sopra delle attività commeciali, ma di essere razionali riguardo alle opportunità che si presentaranno" - ha affermato.

Ancora un giorno, la Brexit e le sue incertezze sono state al centro delle discussioni e tematiche affrontate al Forum Economico Mondiale.