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Per studiare la dissidenza culturale in epoca comunista ci vuole Courage

Per studiare la dissidenza culturale in epoca comunista ci vuole Courage
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La nostra storia di oggi inizia in una escape room di Budapest. Che ci crediate o no, quest'attività fa parte di un progetto di ricerca europeo che punta a proteggere e promuovere materiali storici provenienti dalla dissidenza culturale durante il periodo dei regimi comunisti in Europa. Come e fino a che punto è possibile? Vi invitiamo a giocare con noi per scoprirlo.

Giocare per "toccare la storia con mano"

È stato commesso un crimine, e i giocatori devono trovare indizi in una stanza arredata come in epoca comunista. Gli oggetti da manipolare sono reali: foto, diapositive o samizdat, pubblicazioni clandestine del periodo.

Alla fine i giocatori discutono dell'esperienza con la sociologa Szabina Kerény, che spiega: "In questo modo possono toccare con mano la realtà storica, imparare questa parte del passato non solo a scuola, ma qui, attraverso i documenti reali, vedendo le foto reali, tenendo questi samizdat nelle loro mani. Possono così cogliere concretamente il passato".

Un database storico della dissidenza culturale

Filmati, foto, musica, manifesti... migliaia di documenti che narrano la storia dell'opposizione culturale ai regimi comunisti fanno ora parte di un ampio database on line arricchito con app e completato con manuali e perfino giochi da tavolo.

Un progetto di ricerca ingegnoso, volto a preservare questo patrimonio e a studiarlo sotto una nuova luce, dice Sándor Horvát, coordinatore del progetto europeo Courage: "Questi documenti ci aiutano a capire che cosa fosse importante negli anni '60, '70 e '80, e in che modo il potere cercasse di schiacciare il popolo, ma anche come il popolo cercasse di ribellarsi contro il potere attraverso la cultura. Ed è anche quest'interazione fra il potere e il popolo a livello culturale che ci aiuta a comprendere quel momento storico".

Fra gli archivi utilizzati per il database, Artpool, iniziato nel 1979, include 150 mila documenti, fra cui libri, canzoni, poesie e lettere prodotte da 6 mila artisti e istituti. Una collezione che si dipana lungo 600 metri di scaffali. La direttrice dell'archivio, Júlia Klaniczay, ricorda: "Abbiamo cominciato presto a costruire il database insieme ai ricercatori. Penso che questo progetto sia estremamente importante, non solo perché possono esservi rappresentati archivi come il nostro, ma soprattutto perché mostra e dà accesso a collezioni prima del tutto sconosciute al pubblico".

Tamás, il collezionista di poster musicali underground

Collezioni come quella messa a disposizione da Tamás, un ex giornalista che ha raccolto un migliaio di poster promozionali di eventi musicali underground risalenti agli anni '70 e '80. "Il giovedì, il venerdì e il sabato gli organizzatori degli eventi affiggevano i poster nelle strade - racconta - e nel giro di ore o di qualche giorno i poster sparivano. Succedeva tutto molto in fretta. E poiché ero coinvolto in questo mondo underground come giornalista, per me era importante anche raccoglierne i documenti. Per cui all'epoca ero collezionista e documentalista al tempo stesso".