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Storia di Abiel, dall'Aquarius a Fundão

Storia di Abiel, dall'Aquarius a Fundão
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La nuova casa di Abiel si trova a Fundão, in Portogallo. Questo eritreo di 22 anni è uno dei 19 rifugiati che la municipalità ha deciso di accogliere in risposta all'emergenza di nave Aquarius, costretta dalla decisione presa ad agosto dall'Italia di chiudere i porti, a girovagare per il Mediterraneo con a bordo 141 profughi. Mico Mineiro, responsabile dell'azienda tessile che ha offerto un lavoro ai rifugiati, spiega che "l'unica vera difficoltà è il linguaggio, ma c'è una buona volontà da entrambe le parti, quindi tutto andrà bene".

A Fundão anche Gebru Mehari e Hadush Tsegay, 28 e 26 anni, anche loro eritrei. Ora lavorano in campagna, nella produzione delle celebri ciliegie di questa regione. Paulo Ribeiro spiega: "Siamo in un territorio in cui la forza lavoro scarseggia. Quindi nuovi lavoratori sono i benvenuti, purché abbiano le competenze necessarie. Qua siamo in una specie di Torre di Babele,e contriamente a quanto pensavamo, pochi parlano inglese. Però hanno molta voglia di imparare, e noi di insegnar loro. Grazie ai tecnici specializzati in una settimana imparano il necessario a poter eseguire il lavoro da soli".

Dopo aver prestato soccorso a più di 30.000 migranti in difficoltà, Aquarius è stata costretta a sospendere le proprie attività. Dopo la radiazione dai registri navali di Panama e un fermo forzato di due mesi a Marsiglia, le Ong armatrici hanno gettato la spugna. Anche in conseguenza di ciò in Libia migliaia di persone continuano a subire torture e nel Mediterraneo si continuano a contare morti evitabili.