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Francia: "Gilet gialli" a un bivio

Francia: "Gilet gialli" a un bivio
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Picchetti, sit.in, scontri, feriti e perfino una vittima. A una settimana dalla protesta in Francia dei "gilet gialli", il movimento, nato contro il caro-benzina, si trova a un bivio.

I presidi spontanei sembrano essere diminuiti anche se molte strade continuano ad essere bloccate. Nell’isola di La Réunion, dove la protesta è stata particolarmente violenta, è tornata un po’ di calma anche se prosegue il coprifuoco. Quasi 8 francesi su 10, ovvero il 77%, ritengono che sia legittimo l'appello a bloccare Parigi questo sabato, con l’imponente manifestazione prevista.

Intanto l’ex ministro dell’ambiente Nicolas Hulot fa sapere di non pentirsi affatto per aver aumento le tasse su diesel e gasolio. Una decisione dovuta, ha spiegato, che tuttavia ha creato malumore nella mente delle persone. Hulot non arretra sulla legge, ma fa notare che dovrà ora portare un reale miglioramento sociale. Purtroppo, conclude è quello che finora sta mancando.

Il presidente Macron, assediato all’Eliseo, sta cercando di tendere timidamente la mano ai manifestanti. Senza mettere in dubbio la famosa “ecotassa”. Insomma un dialogo che per ora non è ancora iniziato "Spero che tutte quelle persone che vivono oltre la tangenziale di Parigi, fa notare Franck Buhler uno dei promotori del movimento , riprendano il possesso della capitale, della Francia, e, per protesta, guidino a 5 km all'ora."

E dopo i gilet gialli, e quelli verdi , che su Facebook portano avanti le loro battaglie ecologiste, in Francia arrivano i 'gilet blu'. A scendere in strada per gridare la loro collera per le misure adottate dall'esecutivo di Parigi sulle forze di sicurezza, e denunciare la mancanza di risorse umane, potrebbero infatti presto essere i poliziotti.