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Francia: pugno duro di Macron contro i gilet gialli

Francia: pugno duro di Macron contro i gilet gialli
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La protesta dei gilet gialli contro le tasse imposte dal governo su diesel e benzina si allarga all'isola de La Réunion, possedimento francese nell'Oceano indiano. Qui è in atto una vera e propria rivolta che ha causato il ferimento di 16 agenti, uno dei quali in modo grave. In Francia a margine dei blocchi stradali sono morte due persone, i feriti solo oltre 600 e 500 è il numero dei fermati. Numeri impressionanti per una mobilitazione che dura da sabato scorso.

"Ho chiesto al governo di essere inflessibile - ha detto il presidente Macron - perché non possiamo accettare le scene che abbiamo visto a La Réunion e in altri posti".

Al quinto giorno di mobilitazione le manifestazioni in Francia sembrano scemare, anche se in alcune città come a Nantes, permangono i blocchi stradali. Gli organizzatori hanno chiamato a raccolta tutti a Parigi sabato prossimo per una grande unica manifestazione.

Gli irriducibili promettono di protestare "24 ore su 24 - dice un manifestante - finché il presidente Macron ci dice: s_ì, vi ascolto_, perché comincia a dimenticarci sempre più e si nasconde davanti alla società, al popolo. Noi difendiamo il popolo, difendiamo tutti".

La protesta è arrivata persino in Parlamento, dove il deputato del gruppo misto Jean Lassalle, ha indossato la casacca gialla in sostegno ai manifestanti, facendo sospendere brevemente la seduta.

Secondo un sondaggio Elabe per Bfm-tv il 70 percento dei francesi simpatizza con i manifestanti, un dato però in calo rispetto ai primi giorni. Per questo la grande adunata di sabato ha l'obiettivo di rinvigorire la protesta e far cedere il governo.