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Strette di mano ma nessun impegno: chiusa la conferenza sulla Libia

Strette di mano ma nessun impegno: chiusa la conferenza sulla Libia
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Il risultato principale della Conferenza di Palermo sulla Libia, conclusa martedi, è di aver riunito gli attori del conflitto, che sul terreno si oppongono in armi: il premier riconoscuto dalla comunità internazionale al-Sarraj, e il capo della Cirenaica, Haftar. Per il resto, il vertice promosso dal presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, non è riuscito ad andare oltre le dichiarazioni di principio. E sebbene alla conferenza stampa conclusiva con Conte e con l'inviato dell'Onu Salamé non ci fosse nessun libico, entrambi si sono detti soddisfatti.

"La nutrita e qualificata presenza libica intervenuta - ha detto Conte - rappresenta un segnale incoraggiante, un invito a preseguire con convinzione nel cammino intrapreso, e un forte messaggio di speranza". Ancora più esplicito Salamé: "La conferenza nazionale che stiamo preparando per le prime settim ane del prossimo anno sarà più facile grazie a questa Conferenza di Palermo. Intano perché ho visto un sostegno unanime da parte della comunità internazionale su questo, ma anche per gli impegni assunti dalle delegazioni libiche presenti a preparare e a sostenere questo passo".

Sul cammino della stabilizzazione del paese tuttavia restano non pochi ostacoli, come la gestione conflittuale delle risorse petrolifere o la duplicazione di organismi amministrativi e della stessa Banca centrale; problemi che possono trovare soluzione solo se il dialogo e il negoziato si sostituirà alle armi.

"Il piano d'azione da seguire è la proposta presentata pochi giorni fa al Consiglio di Sicurezza ovvero una conferenza nazionale nelle prime settimane del 2019 le presidenziali in primavera", spiega Giorgia Orlandi, inviata a Palermo. "Un programma a cui ha aderito Sarraj, presidente del governo di unità nazionale e del quale è stato informato - ha detto l'inviato speciale - anche Haftar. Una adesione da parte dell'uomo forte della Cirenaica avvenuta nei giorni siciliani ma solo a parole, nessun documento di intesa, soltanto strette di mano che però vogliono segnare il passo successivo dopo il v ertice di Parigi di maggio".