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Jazz in Friuli: John Scofiled

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Jazz in Friuli: John Scofiled

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John Scofield ha scelto Cormons per tenere a battesimo il suo nuovo album, Combo 66: l'anteprima europea, al festival Jazz and Wine, era esaurita prima ancora che il teatro aprisse i battenti.

Cinquant'anni di carriera alle spalle, lo storico concerto live registrato al Carnegie Hall con Gerry Mulligan e Chet Baker nel '74, poi un album con Charles Mingus, la lunga collaborazione con Glen Miller, e un'infinità di esibizioni con le grandi star planetarie del jazz. Scofield aveva dapprima importato il jazz-rock, uno stile nuovo per l'epoca, e poi si è spostato verso il jazz-funk e poi ancora verso un impasto più swing.

Sempre pronto a cambiare, a rinnovarsi suonando con artisti ogni volta diversi.

L'abbiamo incontrato durante le prove, un paio d'ore prima del concerto.

"E' ogni volta diverso. E anche se hai il tuo vocabolario, come improvvisatore, come hai un vocabolario quando parli, usi questo vocabolario con gli altri musicisti. Ma cambia improvvisamente, perché ascolti sempre quello che suonano loro, e fai la tua parte in modo che stia bene con la loro. Questo è il jazz. Molti non si rendono conto di questa sottigliezza, che rende questa musica così diversa dall'imparare una parte, leggerla, suonarla. Insomma, è diverso, si.

Combo 66 è il trentanovesimo album di Scofield come artista principale, e a questi si aggiungono cinque compilation e un'infinità di collaborazioni discografiche con altri artisti. La tappa friulana è seguita da Reggio Emilia, Padova, Bratislava, Lovanio, Amsterdam, Danzica, Malaga, Madrid, Barcellona, e poi di nuovo in Italia, il 7 novembre al Blue Note di Milano.