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Biennale Danza di Lione: c'è anche l'hip hop "verticale"

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Biennale Danza di Lione: c'è anche l'hip hop "verticale"

Biennale Danza di Lione: c'è anche l'hip hop "verticale"
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Biennale della Danza "a testa alta"

LIONE (FRANCIA) - Diciottesima edizione della Biennale della Danza di Lione: da dove cominciamo? C'è solo l'imbarazzo della scelta!

E visto che puntiamo in alto, iniziamo con l'hip hop vertical di "Vertikal" del coreografo francese Mourad Merzouki, Direttore del Centro Nazionale di Coreografia di Créteil. Uno spettacolo "a testa alta".

In questa prima mondiale alla Biennale della Danza, i suoi ballerini prendono letteralmente il volo, liberati dalla gravità.

"Nella danza hip hop c'è sempre la ricerca del virtuosismo, siamo sempre alla ricerca del volo, in qualche maniera", racconta Mourad Merzouki. "Quindi, questo ci permette dii andare un po' più lontano, permette di dare un po' più di complessità ai ballerini e alla coreografia".

Ma c'è un paradosso artistico nel cuore di Vertikal: piuttosto che volare liberamente, le ballerine di Merzouki diventano persino marionette su una corda, cercando disperatamente di fuggire.

"Cerchiamo sempre di alzare il livello di difficoltà...la vita non è facile, la vita è un combattimento", filosofeggia Merzouki. "Crediamo di essere liberi, ma non lo siamo veramente....ci troviamo in spazi che possono essere anche gli edifici della periferia, perchè no? Oppure può essere l'architettura moderna che piano piano rosicchia gli spazi verdi...dunque, alla fine ci troviamo in spazi troppo delimitati".

La Direttrice Artistica della Biennale della Danza è grande fan di Merzouki.

"L'interesse del lavoro di Mourad è che è sempre alla ricerca di discipline molto concrete che possono essere tradotte nell'hip hop e quindi per Vertikal, per la danza verticale, porta una grande qualità nei movimenti e molte cose inedite", spiega Dominique Hervieu, Direttrice Artistica della Biennale.

Un connubio di teatro danzato

Tra gli altri spettacoli di alto livello presenti alla Biennale della Danza, ne abbiamo scegli alcuni. Cominciamo da "31 rue Vandenbranden".

Anche sulle note dei Pink Floyd, la celebre compagnia di Bruxelles "Peeping Tom", fondata nel 2000, specialista in teatro danzato - insieme al Balletto dell'Opera di Lione - presenta le inquietanti storie quotidiane di rue Vandenbranden 31, indirizzo che è anche il titolo dell'opera.

"È molto interessante vedere questo incontro tra i ballerini dell'Opera che di solito vediamo in astratto e che stavolta, invece, sono parte di personaggi, di psicologie, di storie", commenta Dominique Hervieu, Direttrice Artistica della Biennale.

Una realtà mista, un po' vera e un po' virtuale

Artista circense e co-direttore del Centro Nazionale di Grenoble, Yoann Bourgeois ha realizzato uno spettacolo di realtà mista ("Fugue, Realite Mixte"), un po' vera e un po' virtuale, a bordo di un'astronave in pericolo.
Il Capitano proverà a salvare l'equipaggio, composto da dieci artisti...

Spettacolo a tre piazze (e tre culture)

Ballerini giapponesi di hip hop per il coreografo Tokyo Gegegay...

Gioventù bruciata in salsa nipponica: pazza, eccentrica, divertente!
Ma è anche un incontro di culture, uno spettacolo a "tre piazze" (Triple bill#1), con la presenza degli altri due scenografi: Kader Attou e Jann Gallois.

Danza "immersiva"

Il danzatore svizzero Gilles Jobin, con la sua compagnia di Ginevra, per la prima volta, con "VR I", combina realtà virtuale immersiva e danza: un'esperienza sensoriale davvero unica.

Senza parole. Non servono

"Eins, Zwei, Drei" dell'artista svizzero Martin Zimmerman, molto quotato, è un capolavoro di giochi, corpi, oggetti e situazioni che sostituiscono le parole - che evidentemente non servono - aggiungendovi danza, arti visive, musica, in un'alchimia da museo teatrale contemporaneo.

Anche ballerini amatori e bambini: un Festival unico

"La Biennale di quest'anno vede una ventina di anteprime mondiali a Lione, dalle opere di realtà virtuale all'hip hop giapponese", spiega Andrea Bolitho, che ha realizzato il reportage a Lione "ma non sono solo i professionisti ad esibirsi alla Biennale, ci sono le migliaia di persone che hanno preso parte alla parata inaugurale, i ballerini amatori e i bambini delle scuole, che rendono unico questo festival".

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