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Mea culpa dell'Ocse sulla crisi finanziaria

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Mea culpa dell'Ocse sulla crisi finanziaria

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L'Ocse fa mea culpa sulla crisi di Lehman Brothers per non aver compreso le conseguenze della bancarotta dell'istituto del 15 settembre 2008. Il segretario generale dell'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Angel Gurria, invita il mondo degli affari a non trascurare le vittime del tracollo finanziario.

"Non abbiamo visto arrivare la crisi, non abbiamo compreso che avrebbe causato la recessione economica e che quella recessione avrebbe provocato una crisi sociale e politica - ha detto Gurria - Non abbiamo compreso che la crisi sociale e politica avrebbe portato a crescenti disuguaglianze, a una massiccia erosione della fiducia e della credibilità delle istituzioni e quindi a un crescente populismo".

Jean-Claude Trichet, presidnte della Banca Centrale europea dal 2003 al 2011, lancia invece l'allarme sull'eccessivo debito pubblico che ha reso il sistema finanziario mondiale vulnerabile come 10 anni fa.

"Siamo in un mondo molto pericoloso. Pensare di aver risolto i problemi sarebbe del tutto sbagliato, e dobbiamo - a livello di comunità internazionale - essere consapevoli del fatto che c'è il dovere collettivo di riprendere il controllo di questa leva globale, che continua a galoppare in modo anomalo", ha detto Jean-Claude Trichet.

Intanto la Bce si prepara a scaricare il bazooka del quantitative easing. Francoforte mantiene la possibilità di attuare l' "Outright Monetary Transactions", il cosiddetto "piano anti-spread", che non è mai stato attuato, ma il cui solo annuncio, nell'agosto 2012, aiutò l'Eurozona.