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La Svezia alle urne guardando a destra

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La Svezia alle urne guardando a destra

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Urne aperte in Svezia. I leader dei principali partiti hanno già votato. In Svezia l'affluenza è generalmente molto alta. Dalle 19 (ora italiana) Euronews seguirà in diretta i risultati.

I riflettori sono tutti puntati su Jimmie Åkesson, 39 anni, leader dell’ultradestra antieuropeista e anti-migranti che adesso potrebbe emergere in modo netto nel panorama politico.

Secondo le previsioni potrebbe arrivare al 20 percento, subito dopo i socialdemocratici che da 100 anni sono alla guida del Paese. Un Paese considerato modello d'Europa per il welfare, il basso tasso di disoccupazione (6 percento) e la crescita stabile e costante. Ma che ha il numero di migranti (in percentuale) più alto d'Europa. Numero sul quale la destra sovranista ha fatto leva in campagna elettorale.

Le origini dell'ultradestra

La militanza di Åkesson in Sverigedemokraterna (Sd), Svezia democratica, risale al 1995, 7 anni dopo la nascita del partito sulle ceneri di vecchie formazioni neonaziste. Oggi i suoi proclami sono per la salvaguardia nazionale. "La Svezia ha bisogno di respiro - sostiene - abbiamo bisogno di politiche d'immigrazione attente e responsabili. Sapete, c'è una sola garanzia per un'immigrazione ridotta e responsabile in Svezia".

La socialdemocrazia col fiato corto

In aperto contrasto con la retorica politica del'ultradestra c'è Mohamed Nuur, un candidato socialdemocratico che è un immigrato dalla Somalia.

Mohamed Nuur: Secondo me, Åkesson prefigura una Svezia che non è nel nostro futuro. Il suo messaggio è antistorico. Dice che gli immigrati non sono i benvenuti in Svezia, mentre questo paese ha accolto molti immigrati, la Svezia è molto rispettata in tutto il mondo per la sua accoglienza inoltre gli immigrati hanno costruito questo paese".

In realtà il recente incremento della criminalità in diverse città svedesi oltre all'attacco terroristico del 2017 a Stoccolma hanno dato ossigeno alla destra destinata comunque ad avere maggiore rilevanza.

Uno scenario inconsueto

Mai così incerta e polarizzata, la Svezia vota rivelando una crisi d'identità profonda quanto inaspettata. Perché la crescita economica prosegue stabile e il tasso di disoccupazione bassissimo a conferma di un sistema fino ad oggi capace di assorbire più migranti di tutti in Europa (in percentuale).