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Siria: Mosca accusa l'Occidente e invia navi

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Siria: Mosca accusa l'Occidente e invia navi

Siria: Mosca accusa l'Occidente e invia navi
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REUTERS/Ammar Abdullah
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Scambio di accuse tra Russia e Regno Unito sul presunto arrivo di sostanze tossiche a Idlib, l'ultimo bastione dei combattenti islamisti in Siria.

Mosca accusa i cosiddetti caschi bianchi di aver scortato due camion con a bordo un grande carico di sostanze chimiche. Il Cremlino sostiene che l'Occidente voglia favorire un attacco missilistico, definito una "provocazione chimica", teso a far ricadere la colpa su Damasco e giustificare quindi una reazione degli alleati

La risposta dell'Occidente è affidata all'ambasciatrice britannica presso le Nzioni Unite, Karen Pierce: "Non abbiamo informazioni sul carico di cloro e quindi se il ministero russo ne è in possesso, la spiegazione più probabile è che si tratti di un tentativo preventivo di dettare la narrazione di un futuro, terribile attacco. Vorrei esortare la Russia a usare tutti i suoi poteri persuasivi per convincere le autorità siriane a non attaccare la propria popolazione e a non usare mai più armi chimiche proibite".

La replica di Mosca arriva dall'ambasciatore russo presso l'Onu, Vassily Nebenzia: "Siamo profondamente preoccupati riguardo ai moniti lanciati dai nostri partner occidentali sul possibile uso di armi chimiche da parte del regime siriano, come lo chiamano loro. Lo consideriamo un invito ai gruppi armati di organizzare un altro attacco chimico, come hanno fatto nella Ghouta orientale, a Douma all'inizio di aprile, o prima ancora a Khan Shaykhun, come pretesto per gli attacchi militari contro la Siria".

Si parla da tempo di una possibile offensiva - targata Mosca-Damasco-Teheran - ed è previsto un vertice il prossimo 7 settembre tra Iran, Russia e Turchia.

Il capo della principale alleanza jihadista siriana ha avvertito le fazioni ribelli di Idlib di non avviare contatti con il regime per restituire la provincia alle forze governative.

La Russia, intanto, ha inviato in Siria le fregate Grigorovich ed Essen, entrambe armate con missili da crociera Kalibr. La base di Khemeimim è stata inoltre dotata di una batteria di missili da difesa.