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Attentato a Barcellona, nella città dei terroristi un anno dopo

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Attentato a Barcellona, nella città dei terroristi un anno dopo

Attentato a Barcellona, nella città dei terroristi un anno dopo
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A un anno esatto dall'attacco terroristico di Barcellona, la città natale dei terroristi, Ripoll, è ancora a metà strada tra la paura di quei giorni e il desiderio di dimenticare: erano ragazzi carini e educati, come hanno potuto commettere tali atrocità? si chiede chi li conosceva, come la loro insegnante Manuela Barrientos: "All'inizio non ci credi. Pensi che gli hanno fatto il lavaggio del cervello. Ma quando vedi le immagini di come se ne va in giro ammazzando così freddamente la gente, come può essere? ho vissuto tutto questo con immenso dolore, come tutti qui ".

Le famiglie dei terroristi vivono ancora in questo isolato alla periferia di Ripoll, per la città la vita non è stata facile. Le istituzioni locali hanno fatto molti sforzi per promuovere la convivenza tra le due comunità come ci spiega Montsina Llimos, assessore al municipio di Ripoll: "Abbiamo sentito forte la necessità di fare qualcosa perchè quello che è successo non accada mai piu'. Lo abbiamo fatto attraverso la convivenza, lavorando dura mente per cambiare il modo in cui ci guardiamo l'un l'altro e per spiegare che le nostre differenze sono un'opportunità per migliorarci ".

Nella moschea dove predicava Abdelbaki Es Satty, leader della cellula che ha colpito a Barcellona il 17 agosto del 2017, il nuovo imam Mohamed El Onscre è rassicurante: "Le cose vanno bene, la gente ha già dimenticato quello che è successo e sa che potrebbe accadere ovunque. Non ho niente a che fare con queste cose, sono venuto a lavorare con la mia famiglia e il mio lavoro è pulito, non faccio niente di sbagliato, sto bene con tutti. "

Ma quanto serve soffermarsi sulle ragioni che hanno spinto alcuni adolescenti ben integrati a pianificare un attacco terroristico come quello di Barcellona? Lo abbiamo chiesto a Moussa Bourekba, analista del Centro di relazioni internazionali della capitale catalana: " Nelle settimane successive all'attacco non c'è stato alcun dibattito nella societàed è un aspetto estremamente preoccupante perché non c'è niente oggi che ci garantisce che non accada di nuovo, è una minaccia che colpisce la Catalogna, la Spagna e il resto d'Europa ".

Nell'attentato di Barcellona morirono 16 persone, di 9 nazionalità diverse. I feriti furono in tutto 130.