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Rachid Nekkaz, l'uomo che paga le multe per il burqa

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Rachid Nekkaz, l'uomo che paga le multe per il burqa

Rachid Nekkaz, l'uomo che paga le multe per il burqa
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REUTERS/Andrew Kelly
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È arrivato anche in Danimarca Rachid Nekkaz, l’imprenditore franco-algerino che si schiera a favore delle donne che indossano il burqa o il niqab. Come? Pagando le loro multe, nei Paesi che vietano il velo integrale.

Il 1 agosto è entrata in vigore in Danimarca una legge che punisce con una multa chiunque indossi in pubblico un indumento che nasconde il volto. L’ammenda è di 134 euro per la prima infrazione, decuplicabile in caso di recidiva. Due giorni dopo, una donna di 28 anni è stata la prima a ricevere una sanzione, per aver indossato il niqab in un centro commerciale di Hørsholm, a nord di Copenhagen.

In un'intervista rilasciata a Euronews, Rachid Nekkaz ha annunciato che a settembre si recherà di persona in Danimarca per pagare la multa della donna, e le altre che seguiranno.

“Sarò a Copenhagen l’11 settembre per pagare tutte le multe, e lo farò successivamente ogni mese. Io sono contrario al burqa, ma difendo la libertà di portare o non portare il velo per strada. La strada deve restare patrimonio universale della libertà. Penso che bisognerebbe vietare il velo negli spazi privati: amministrazione, scuole, centri commerciali, negozi...in ogni posto ma non in strada", ha spiegato.

Nekkaz non è nuovo a queste iniziative. Nel 2010 ha finanziato un fondo di un milione di euro per pagare le sanzioni relative al divieto di indossare il velo integrale.

« Dal 2010 pago le multe delle donne che rifiutano di togliere il velo in tutti i Paesi europei. Pago anche le multe delle donne che rifiutano di portare il velo nei Paesi musulmani. Sono stato in Iran a marzo, per far liberare 29 donne che rifiutavano di portare il velo. Ho pagato una cauzione di 90mila dollari per liberarne una", aggiunge.

“Ho già pagato 1.538 multe” ha spiegato l’imprenditore. Gli Stati in cui Nekkaz è già 'intervenuto' sono Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Francia e Germania.

"Mia moglie è americana, non porta nè il velo nè il burkini, è una donna moderna. Non ho due facce", aggiunge.

“Faccio parte dei 330 candidati al premio Nobel per la pace del 2018. Rispetto la legge e quest’ultima non mi impedisce di pagare le multe di quste donne".

Nato in Francia da genitori algerini, 46 anni, Rachid Nekkaz ha costruito la sua fortuna prima nel settore della tecnologia poi in quello immobiliare, secondo quanto riferiscono i media francesi. È stato candidato alle presidenziali francesi del 2007 e alle elezioni algerine nel 2014.

"Ho rinunciato alla mia nazionalità francese nel 2013, sono solo algerino”, spiega lui.

« In Danimarca il numero delle donne che porta il Burqa è ridicolo, appena 200 persone. Quando ci sono stato lo scorso marzo c’erano 20 donne con me. Ho detto che pagherò le loro multe. Ho detto alla Danimarca che se avesse votato una legge come quella francese o belga, sarebbe diventata lo zimbello del mondo intero perchè io verrò tutti i mesi per pagare le multe. Mi dispiace che questo Paese che è un esempio di libertà sia caduto in questa trappola e sia stato ridicolizzato, come la Francia e il Belgio.

“Il governo è rimasto fermo sulle sue posizioni e ha deciso che i soldi che serviranno a pagare le multe saranno considerate come delle entrate da tassare. Ho risposto che pagherò anche le tasse di queste donne. In caso di reclusioni, mi rivolgerò alla Corte europea dei diritti dell’uomo e al Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite”.

"Per quanto riguarda la Danimarca, otto donne mi hanno già contattato dicendo che riceveranno delle multe. Credo che l’11 settembre, quando andrò a Copenhagen per pagare le multe, saranno tra le 30 e le 40".

Le sue iniziative, numerose ed eclettiche, sono spesso seguite da inevitabili polemiche. Il suo intervento sulle multe in Danimarca ha provocato le reazioni di diversi politici locali. Euronews ha parlato con Martin Henriksen, parlamentare del Partito Popolare Danese.

“Il progetto di Nekkaz di pagare le multe delle donne che violano la legge sul velo integrale è un evidente tenativo di minare la legge. In qualità di legislatore sono ovviamente molto critico rispetto alle azioni di Nekkaz. Credo che dovremmo prendere in considerazione l'idea di intraprendere dei passi verso una nuova legge che affronti il problema. Secondo me la violazione del divieto di velo integrale dovrebbe essere punita con la prigione. Credo che la pena di una o due settimane di carcere sarebbe appropriata”, ha detto il parlamentare.

“Penso che se Nekkaz o altri pagheranno le multe questo dovrebbe ovviamente essere considerato come una forma di reddito tassabile. Penso che sia ironico che Nekkiz cerchi di promuovere i diritti delle donne sostenendo la radicale oppressione islamica delle donne”, ha aggiunto Henriksen.