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L'Isola di Pasqua "chiusa per turismo"

L'Isola di Pasqua "chiusa per turismo"
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Di Cristiano Tassinari
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Troppi residenti e troppi turisti, più che moltiplicati in dieci anni: e così nella piccola Rapa Nui - che ispirò un famoso film - hanno deciso di mettere il numero chiuso e un tetto massimo al numero dei turisti al giorno. "Non vogliamo perdere la nostra identità", ha detto il sindaco dell'isola.

Non chiusa, socchiusa

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La mitica Isola di Pasqua - famosa per le sue gigantesche statue Moai - ora è...socchiusa ai turisti.
O, per meglio, dire: il visto per i turisti sarà, d'ora in poi, di soli 30 giorni, anzichè di 90 giorni, com'era prima.

Troppa gente

Troppi i residenti (quasi 8mila), troppi i turisti (120mila all'anno) per la piccola Rapa Nui, che si trova nell'Oceano Pacifico, a 3500 km di distanza dalla terra ferma e, in particolare, dal Cile, il paese che giuridicamente governa l'isola.

"Gli stranieri stanno conquistando l'isola. Stanno danneggiando l'ambiente locale e i nostri 1000 anni di cultura", tuona il sindaco dell'isola, Petro Edmunds.

Turismo "a numero chiuso"

Previsto un vero e proprio numero chiuso giornaliero di turisti. Raggiunto il tetto massimo di presenze, i turisti verranno rispediti a casa.
In giro per il mondo, del resto, non è il primo esempio di turismo "a numero chiuso". Anzi.

Il provvedimento varrà tanto per gli ospiti internazionali e intercontinentali, quanto per i nativi-residenti in Cile. I turisti potranno entrare solo mostrando la loro prenotazione alberghiera o l'invito di un abitante.

Norme restrittive verranno adottate anche contro l'immigrazione permanente degli stessi cileni: questi potranno vivere e lavorare nell'isola soltanto se strettamente imparentati (genitori-figli o partner) con un nativo di Rapa Nui.
Eccezioni: gli impiegati statali o comunque gli addetti di aziende che svolgono servizi per la pubblica amministrazione, o chiunque abbia messo in piedi un'attività economica indipendente.

Il sindaco Edmunds, un vero falco, sostiene che sia ancora poco: a suo avviso, sarebbe stato meglio un bando totale.

Patrimonio dell'Unesco

Patrimonio Unesco dal 1995, l'Isola di Pasqua è un unico a livello planetario, al pari dei suoi 900 Moai, le teste alte fino a 10 metri ognuna con lineamenti diversi.

La sua popolazione è strettamente collegata con quella tahitiana. Il Cile se l'è annessa nel 1888.

Il turismo l'ha scoperta da tempo, ma la sua posizione estremamente defilata l'ha salvata, almeno in parte, dalle invasioni di massa.

Se volete vedere le teste di pietra, dunque, meglio affrettarsi, prima che entri in vigore - nel 2019 - il provvedimento di "chiusura delle frontiere".

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