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Ryanair: al via lo sciopero in Italia, Belgio, Spagna e Portogallo

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Ryanair: al via lo sciopero in Italia, Belgio, Spagna e Portogallo

Ryanair: al via lo sciopero in Italia, Belgio, Spagna e Portogallo
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Settimana nera per la Ryanair e suoi passeggeri: il personale della compagnia area low cost ha indetto uno sciopero di due giorni in Italia, Spagna, Portogallo e Belgio, che ha comportato la cancellazione più del 12% dei suoi voli. Euronews si è recata all'aeroproto di Zaventem, vicino Bruxelles per ascoltare le motivazioni dei sindacati e degli scioperanti.

"Nell'equipaggio ci sono genitori con figli a carico che non hanno sicurezza sociale- spiega Sarkis Simonjan, assistente di volo- : il salario che ci viene promesso non ha nulla a che fare con la realtà, non ho mai guadagnato più di 1.200 euro. Purtroppo ci sono colleghi che non hanno nemmeno lo stipendio di base, sono pagati in base alle ore di volo, il che significa che alla fine del mese guadagnano solo 480 euro, per esempio, o un massimo di 700 euro".

I membri dell'equipaggio chiedono un aumento del salario e una copertura in caso di malattia. Per Didier Lebbe, del centro nazionale dei lavoratori, l'azienda deve cambiare il suo rapporto con gli impiegati.

"Bisogna avere rispetto per i lavoratori, per le autorità, per i passeggeri, per tutti. Ryanair non ha alcun rispetto. Finora non è stato fatto abbastanza. Se Ryanair non cambia, sciopereremo di nuovo lo finché non cambierà il suo atteggiamento".

Secondo Ryanair, "Il 90% dei passeggeri è stato trasferito su altri voli, e lo sciopero avrà conseguenze su 200 di 830 voli giornalieri". La compagnia ha inoltre twittato le scuse ai suoi clienti, mentre per i dipendenti ha annunciato potenziali perdite di posti di lavoro. La compagnia si difende dicendo che il personale ha alcune delle migliori condizioni nel settore delle compagnie aeree a basso costo e ritiene che lo sciopero sia ingiustificato.

"Ryanair non dice mai la verità a nessuno, sono dei bugiardi", avverte Didier Lebbe.

Lo sciopero è stato indetto dopo a una riunione a Bruxelles a giugno tra diversi sindacati europei per chiedere alla compagnia di applicare le leggi nazionali sul lavoro e non quelle irlandesi.