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Guerra commerciale alla Cina: Trump alza il tiro

Il presidente USA Donald Trump e quello cinese Xi Jinping
Il presidente USA Donald Trump e quello cinese Xi Jinping -
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Foto: Reuters REUTERS/Kevin Lamarque e Thomas Peter
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Trump non lascia e anzi raddoppia. Sulla guerra commerciale alla Cina il presidente degli Stati Uniti alza il tiro e, alla voce grossa di Pechino, replica annunciando nuovi dazi per un totale di 100 miliardi di dollari: un montante doppio di quelli che già mercoledì avevano scatenato la risposta cinese. Si tratta di misure sostanzialmente analoghe su una lista di 106 prodotti e servizi, spazianti dallo scotch al trasporto aereo.

Su Twitter la giustificazione di Trump, che se la prende anche con l'Organizzazione Mondiale del Commercio: "La Cina -scrive il Presidente USA - che è una grande potenza economica, è considerata dall'OMC una nazione in via di sviluppo. Da qui una serie di enormi vantaggi di cui beneficia, soprattutto a scapito degli Stati Uniti (...). L'OMC è ingiusto nei confronti degli Stati Uniti".

Pechino: "Pronti a rispondere. In ballo il bivio fra unilateralismo e multilateralismo"

Azioni "ingiustificate" ed "estremamente errate", l'immediata replica di Pechino, che tramite il portavoce del Ministero del commercio si dice preparata e pronta a reagire, in un'ulteriore escalation. "In ballo - la sintesi di Gao Feng - c'è il bivio tra unilateralismo e multilateralismo.

Dura anche la reazione del Ministro degli esteri Wang Yi. Il numero uno della diplomazia cinese ha parlato di "due potenze mondiali che dovrebbero interagire sulla base dell'uguaglianza e del rispetto reciproco". "Agitando lo spettro delle sanzioni commerciali - ha detto - gli Stati Uniti se la stanno prendendo con l'obiettivo sbagliato".

Foto: REUTERS/Thomas Peter
Il portavoce del Ministero del commercio cinese, Gao FengFoto: REUTERS/Thomas Peter

Il monito di esperti e Nazioni Unite: "A pagare una guerra commerciale sarebbe l'economia mondiale: ci vuole il dialogo"

Evitare un'escalation, l'imperativo che praticamente unanime proviene da esperti e addetti ai lavori. "Una guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti - la sostanziale riflessione - rischia di abbattersi su economia globale e mercati". Da qui la considerazione su consultazioni dietro le quinte fra i due Paesi, che in questo momento si rivelerebbero di capitale importanza.

Uno spunto di riflessione, sul quale sembra ricalcato l'invito alla calma del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. "Le guerre commerciali fanno ovviamente male alle parti che vi sono coinvolte - ha detto -, ma fanno male anche all'economia mondiale nel suo complesso. Ogni volta che sorge un problema, la risposta deve essere la cooperazione internazionale. L'imperativo è il dialogo".

Foto: REUTERS/Remo Casilli
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio GuterresFoto: REUTERS/Remo Casilli

Sordo a questi argomenti, Trump ha invece dal canto suo ammesso la possibilità di un contraccolpo economico nell'immediato, ma assicurato gli americani che, visto il suo stato di forma, l'economia a stelle strisce finirà sul lungo periodo per beneficiare dei dazi alla Cina.

Come è iniziata l'escalation fra Stati Uniti e Cina

Il botta e risposta fra Pechino e Washington non è però cosa di ieri. Già all'inizio dell'anno gli Stati Uniti avevano annunciato che avrebbero introdotto dazi del 25% sull'acciaio e sull'alluminio sulle importazioni da una serie di paesi tra cui la Cina. Lo scorso mese poi la replica di Pechino che, argomentando con la volontà di difendere i propri interessi e bilanciare le perdite indotte dalla misura statunitense, ha annunciato misure per un valore di 3 miliardi di dollari su un paniere di beni americani. Di mercoledì poi il nuovo intervento di Washington, con dazi pari a 50 miliardi di dollari, che ha motivato con "pratiche scorrette" e "violazione delle norme sulla proprietà intellettuale" della controparte cinese.

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Il consigliere per l'economia di Trump, Larry Kudlow, risponde alla stampa alla Casa BiancaFoto: REUTERS/Kevin Lamarque