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Nizza testa l'app "poliziotta"

Si chiama "Reporty" l'app testata a Nizza per una maggiore sicurezza
Si chiama "Reporty" l'app testata a Nizza per una maggiore sicurezza
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Di Euronews
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Nella città francese, che porta ancora le cicatrici dell'attentato del 14 luglio 2016, è stata introdotta un'app per garantire più sicurezza. Ma non mancano le polemiche.

A Nizza il Grande Fratello ora usa anche il cellulare. Nella città più videosorvegliata di Francia, si sta testando un'app che permette di fare videochiamate con la polizia, per denunciare irregolarità o pericoli e permettere un intervento più tempestivo degli agenti.

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"Con un semplice click sul telefono, si attiveranno automaticamente la geolocalizzazione della persona che chiama, una diretta video con sonoro, e si verrà collegati con un operatore in grado di vedere subito cosa sta succedendo", spiega il capo dell'intelligence cittadina, Serge Massiera.

Duemila volontari stanno già usando l'app, sotto esame per due mesi. Numerosi cittadini hanno accolto la notizia positivamente. "Si può comunicare direttamente con la polizia, non male", commenta una residente. Una sua concittadina è d'accordo: "Serve a garantire sicurezza ai nostri bambini, e a noi stessi"

Tuttavia l'app ha scatenato anche molte polemiche: chi parla di violazione della privacy, chi teme cittadini giustizieri per le strade di Nizza.

E l'opposizione ricorda al sindaco di centro-destra Christian Estrosi, che le 1700 telecamere non sono servite a fermare l'attentatore del 14 luglio 2016, che ha ucciso più di 80 persone sulla Promenade des Anglais.

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