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Trump a Manila: luna di miele con Duterte (ma confusione sulle strette di mano)

Trump a Manila: luna di miele con Duterte (ma confusione sulle strette di mano)
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Di Euronews
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Un nuovo capitolo della saga "Trump vs il protocollo": la sua relazione con il presidente filippino Duterte ribaltata rispetto a quella del predecessore Obama

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Una nuova stretta di mano del presidente USA, Donald J. Trump, è entrata a far parte del già ricco repertorio di momenti di imbarazzo che costellano gli incontri ufficiali del tycoon con altri leader mondiali. Da quella estremamente vigorosa, oltre che infinita, che ha intorpidito la circolazione sanguigna del presidente giapponese Shinzo Abe…

Trump and Japanese PM Shinzō Abe’s EPIC handshake. pic.twitter.com/NdFY2qFhqr

— The Daily Show (@TheDailyShow) February 10, 2017

al memorabile (quasi) braccio di ferro con Emmanuel Macron

passando per il momento di imbarazzo con Angela Merkel, poco dopo il suo insediamento….

Questa volta Trump, che in passato ha ammesso di avere una fobia dei germi, ha sfoderato una nuova perla di spontaneità durante il vertice ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico. vedere il video in cima all’articolo per credere

In questa occasione, “The Donald” ha avuto un breve momento di confusione al momento di salire sul palco con gli altri leader per fare sfoggio di unità di intenti davanti alle telecamere presenti in sala.

Ma nonostante la difficoltà nel trovare la mano del Presidente Rodrigo Duterte, il rapporto tra i due leader sembra essere in piena luna di miele
Il capo di stato filippino lo ha omaggiato con una canzone d’amore, in duetto con la pop star Pilita Corrales, spiegando che si è trattato di una richiesta dello stesso presidente USA. Una delle strofe recita: “Sei la luce del mio mondo, metà del mio cuore”

“Obama, son of a…”
Un “voltafaccia” radicale rispetto al predecessore, Barack Obama, che Duterte definì figlio di p… in una celebre conferenza stampa convocata dopo le critiche americane al pugno di ferro per contrastare il traffico di droga. Obama aveva biasimato le esecuzioni extragiudiziali nel contesto della guerra alla droga nelle Filippine. “Sono il presidente di uno stato sovrano che non è più una colonia. Non ho alcun padrone ad eccezione del popolo filippino. Nessuno di nessuno. Obama deve esseere rispettoso”, aveva detto non più tardi di un anno fa, rivolgendosi al precedente inquilino della Casa Bianca.

Trump ha elogiato gli organizzatori del vertice di Manila e ha preferito non esprimersi sulla “guerra alla droga” del collega Duterte, con cui mantiene “un ottimo rapporto”, ha assicurato.

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