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Crisi del Golfo: isolato il Qatar

Crisi del Golfo: isolato il Qatar
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Di Simona Volta
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L'Arabia Saudita accusa Doha di sostenere il terrorismo internazionale di matrice islamica

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Con l’accusa di sostegno al terrorismo internazionale di matrice islamica, l’Arabia Saudita ha messo al bando il Qatar. Bahrein, Emirati Arabi Uniti e il governo yemenita in esilio, alleati di Riyad, hanno rotto le relazioni diplomatiche con il piccolo emirato, facendo precipitare il Consiglio di Cooperazione del Golfo/ nella più grande crisi mai vissuta dal 1981, anno della sua fondazione. Lo stesso hanno fatto Egitto e Maldive.

Per il Qatar la decisione alla base della rottura delle relazioni diplomatiche e delle sanzioni economiche non hanno fondamento ma solo l’obiettivo di porre lo Stato sotto tutela, violandone la sovranità e soffocandone l’economia. Chiuse le frontiere terrestri e marittime, interdetto il sorvolo e introdotte restrizioni per gli spostamenti delle persone. Attraverso il proprio sito web, la compagnia di bandiera Qatar Airways ha deciso di sospendere tutti i voli verso l’Arabia Saudita, in risposta alla decisione di Riyad. Solo il 15 maggio scorso era stata inaugurata la nona destinazione verso il Regno saudita, prevedendo tre voli settimanali a Yanbu, che sarebbero poi aumentati a partire dal 23 giugno prossimo.

Il Cairo intanto ha dato 48 ore di tempo all’ambasciatore qatariota per lasciare il Paese.

Le reazioni a livello internazionale non si sono fatte attendere:
“Siamo interessati – ha detto il ministro degli Esteri russo Lavrov- a mantenere relazioni amichevoli con tutti, specialmente in una regione dove la priorità è la concentrazione di tutti gli sforzi per sconfiggere una minaccia comune, la minaccia del terrorismo internazionale”.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno invitato i Paesi del Golfo a rimanere uniti. In Qatar Washington ha a disposizione una base aerea dove sono di stanza circa diecimila soldati statunitensi e da dove abitualmente partono i raid aerei contro le roccaforti in Siria e in Iraq del sedicente Stato Islamico.

Questa crisi dipolmatica interviene a due settimane dalla visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Arabia Saudita. Durante gli incontri ufficiali a Riyad il capo della Casa Bianca aveva parlato di una guerra tra il Bene e il Male. Dove per ‘il Male’ intendeva l’Iran sciita, considerato come l’incarnazione di tutti i mali possibili. Il Qatar è accusato di sostenere Al Qaeda, l’ISIL ma anche i gruppi, spalleggiati da Teheran, attivi nella provincia di Qatif, nell’est del regno saudita, e in Bahrein (dal 2011 alla prese con disordini).

L’Arabia Saudita sunnita e l’Iran sciita hanno rotto le relazioni diplomatiche nel gennaio 2016.

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