Loader
Seguiteci
Pubblicità

Sauditi burattinai della guerra? No, vittime. Boris Johnson a Canossa, cioè a Ryad

Sauditi burattinai della guerra? No, vittime. Boris Johnson a Canossa, cioè a Ryad
Diritti d'autore 
Di Euronews
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

Il 'chiarimento' durante la visita del ministro degli esteri britannico in Arabia saudita che ha fatto seguito alla sconfessione della premier May

Non è stata una visita ufficiale come tutte le altre quella di Boris Johnson in Arabia saudita. Il ministro degli esteri britannico si è fatto precedere a Ryad da una grossa polemica a causa delle sue dichiarazioni sulla guerra per procura condotta dai burattiani sauditi in Medioriente.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Boris Johnson ha dovuto praticamente ritrattare:

Sono qui per enfatizzare l’amicizia che esiste fra il Regno unito e l’Arabia saudita, amicizia che si sta sviluppando ed espandendo ed è anche giusto dire che crediamo nel candore delle nostre relazioni bilaterali.

La risposta dell’omologo saudita Adel Al-Jubeir è un capolavoro di savoir-faire diplomatico:

La Gran bretagna e l’Arabia saudita intrattengono relazioni storiche e strategiche che perdurano da più di un centinaio di anni. Sappiamo da che parte sta la Gran bretagna, non abbiamo alcun dubbio.

Da burattinai della guerra nello Yemen a vittime di una grave minaccia che giustifica l’intervento armato, è il doppio salto mortale effettuato da Johnson parlando dei sauditi.

C’entra qualcosa ovviamente la lavato di capo ricevuta dalla premier Theresa May , che aveva pubblicamente e freddamente puntualizzato:

Le dichiarazioni del ministro non rispecchiano quelle del governo.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Nuova Zelanda, ministro insulta deputato di origini cinesi: la protesta di Pechino

Iran accusa la Francia: convocato l'ambasciatore francese con l'accusa di ingerenza

Paesi Bassi ospitano l’imperatore giapponese Naruhito e rilanciano 400 anni di legami