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Nuovo sistema eye-tracker dall'Università di Utrecht

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Hanneke de Bruijne è una madre di tre figli. Nel 2008 le hanno diagnosticato la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), malattia che colpendo le cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale arriva a compromettere la respirazione. De Bruijne, che già utilizza una tecnologia di eye-tracker, ha accettato di rientrare nello studio condotto da ricercatori dell’Università di Utrecht per poter disporre di un nuovo impianto, un dispositivo al platino costituito da sensori collegati via cavo ad un amplificatore elettronico. I segnali poi arrivano wireless ad un computer col quale il paziente dialoga.

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