Vatileaks, Papa prende la parola: rubare documenti è reato, riforme vanno avanti

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Di Andrea Neri
Vatileaks, Papa prende la parola: rubare documenti è reato, riforme vanno avanti

Un Angelus in prima linea per la riforma della Chiesa. Papa Francesco ha rotto il silenzio per la prima volta sul cosiddetto “Vatileaks 2” e ha promesso che scandali e fughe di notizie non fermeranno la sua riforma del Vaticano.

Rubare quei documenti è un reato, è un atto deplorevole che non aiuta

L’intervento del Pontefice è arrivato a una settimana dall’arresto dei due “corvi” accusati della fuga di notizie e documenti riservati della Santa Sede.

“Rubare quei documenti è un reato, è un atto deplorevole che non aiuta” ha detto Bergoglio. “Io stesso avevo chiesto di fare quello studio. E quei documenti, io e i miei collaboratori, già li conoscevamo bene. Avevamo iniziato delle riforme che stavano già dando dei frutti. Alcuni visibili” ha concluso il Santo Padre.

Il discorso completo del Papa

Il riferimento di Papa Bergoglio è al monsignore spagnolo dell’Opus Dei Lucio Angel Vallejo Balda, accusato di aver diffuso ducumenti riservati, assieme alla responsabile di pubbliche relazioni Francesca Immacolata Chaouqui, subito rilasciata per aver collaborato con gli inquirenti.

Entrambe erano stati nominati da Bergoglio stesso membri della commissione per la riforma delle strutture economico-amministrative della Santa Sede. Sarebbero loro alcune tra le fonti dei libri-inchiesta su sprechi, accumuli e tesori nascosti del Vaticano usciti la scorsa settimana. “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi e “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi, già autore del best seller “Sua Santità” al centro del primo Vatileaks.