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In stazione controlli come all'aeroporto. La sicurezza del dopo-Thalys

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Di Diego Giuliani
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In stazione controlli come all'aeroporto. La sicurezza del dopo-Thalys
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Stazioni che sempre più assomiglieranno ad aeroporti, per evitare il ripetersi di attacchi come quello del 21 agosto sul treno Amsterdam-Parigi. Biglietti nominativi sulle tratte internazionali, controlli aleatori ai bagagli e pattuglie armate su alcuni treni, le proposte cardine avanzate dai Ministri di interni e trasporti di Francia e otto suoi paesi frontalieri, riuniti a Parigi su iniziativa del Ministro degli interni Bernard Cazeneuve.

“All’interno di un quadro più globale siamo convinti del bisogno urgente di istituire un ‘Database europeo dei passeggeri’ che – in linea con l’orientamento manifestato dal Consiglio dell’Unione Europea – assicuri una rigorosa tutela dei dati personali e permetta di individuare in tempi brevi eventuali soggetti pericolosi che facciano ingresso o transitino nel territorio dei nostri paesi”.

Sì a più controlli, ha detto per l’Italia il Ministro dei trasporti Delrio, ma “Schengen non si tocca”. Preoccupazioni raccolte dal tedesco De Mazière, che ha messo in guardia da una “reazione eccessiva” e “sproporzionata rispetto alla minaccia”.

Accordo poi su controlli simultanei e coordinati su tratte mirate come la Amsterdam-Parigi, di recente teatro dello sventato attacco al Thalys.