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Nigeria, la violenza di Boko Haram non ferma le elezioni. Seggi aperti anche oggi

Nigeria, la violenza di Boko Haram non ferma le elezioni. Seggi aperti anche oggi
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Di Debora Gandini
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La Nigeria si ribella a Boko Haram e spera in un vero cambiamento. Nonostante le minacce e il sangue anche oggi 300 seggi aperti in diverse zone del

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La Nigeria si ribella a Boko Haram e spera in un vero cambiamento. Nonostante le minacce e il sangue anche oggi 300 seggi aperti in diverse zone del Paese per le presidenziali e le legislative. Intanto in molte città come Lagos è già iniziato lo spoglio delle schede.

“Non vedo l’ora che cambi qualcosa nel Paese, spero in un cambiamento positivo, un cambiamento che possa migliorare la qualità della nostra vita e sradicare la corruzione. Ho nostalgia di tutto questo.”

Nonostante i ripetuti attacchi di Boko Haram, e decine di persone uccise in questi giorni, milioni di elettori non si sono fatti intimidire dai mitra dei miliziani, come spiega un funzionario locale: “E’ per dire stop a Boko Haram che la nostra gente è venuta qui. Sono sttai davvero tanti. Certo molti sono rimasti a casa, non hanno votato per paura, perché abbiamo perso tanti fratelli e sorelle”.

Per la guida del Paese corrono l’attuale presidente, il cristiano Goodluck Jonathan, esponente del Partito democratico popolare al potere dal 1999, e Muhammadu Buhari, ex generale golpista, musulmano e membro del partito Congresso di tutti i progressisti.

Tra i 14 candidati spicca anche una donna. Una volta eletto, il nuovo governo dovrebbe entrare in carica il 29 maggio.

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