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Siria, Assad: "l'Europa mostri di voler combattere sul serio il terrorismo"

Siria, Assad: "l'Europa mostri di voler combattere sul serio il terrorismo"
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Di Alfredo Ranavolo
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Intervista del presidente con la tv portoghese Rtp, a quattro anni dall'inizio della crisi nel Paese.

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La crisi siriana sta per compiere quattro anni. Dapprima sottovalutata, ha assunto dimensioni internazionali perché nel suo humus si è sviluppato l’Isil. Il presidente Bashar al Assad ha fatto il punto della situazione con il giornalista portoghese di Rtp Paulo Dentinho, accusando Arabia Saudita, Qatar e Turchia di essere sostenitori dei jihadisti, ma non solo.

Assad ha criticato con veemenza anche l’occidente e accusato le Nazioni Unite di non aver impedito lo scoppio della guerra.

“È un fallimento – ha detto – del sistema internazionale, rappresentato dalle Nazioni Unite e dal Consiglio di sicurezza. Che dovrebbe risolvere problemi e proteggere la sovranità dei differenti Paesi, e impedire le guerre. Quello che abbiamo adesso è che le Nazioni Unite non sono riuscite a proteggere i nostri cittadini e quelli di Siria, Libia, Yemen e altri Paesi”.

I Paesi occidentali, Stati Uniti in testa, non si sono mai schierati dalla parte di Bashar al Assad, appoggiando invece i primi moti di opposizioni nati in Siria nell’ambito delle primavere arabe, ma la situazione successivamente è degenerata e ora ci si trova in una scomoda situazione nella quale si condivide un obiettivo comune con il regime di Damasco, ma senza schierarsi a favore di una perpetuazione dello stesso.

Ma cosa il presidente pensa che dovrebbe cambiare, rispetto a quanto accaduto finora? “Primo – ha affermato – occorre che l’Europa voglia combattere il terrorismo. Finora non è stato così. Secondo, bisogna avere politiche prudenti. Non si possono avere funzionari arroganti, testardi che adottano solo politiche egoistiche. Terzo, la cosa più importante, combattere il terrorismo dovrebbe essere un valore, diventare un valore. Non può essere fatto per opportunismo”.

Non è il sedicente Stato islamico l’unica minaccia sul complicato campo di battaglia siriano. Ad Aleppo sono state Al Nusra, braccio locale di al Qaeda, e altre fazioni radicali a lanciare un assalto mercoledì al quartier generale dell’intelligence. Venti vittime tra i soldati, 14 tra i terroristi.

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