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Corea del nord e de-escalation nucleare, l'opinione di Antonio Fiori, analista Ispi

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Corea del nord e de-escalation nucleare, l'opinione di Antonio Fiori, analista Ispi

Corea del nord e de-escalation nucleare, l'opinione di Antonio Fiori, analista Ispi
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Ancora non è nota la data del vociferato summit che - dopo mesi di insulti e provocazioni incrociate, culminate nell'ipotesi di un raid militare statunitense - dovrebbe portare il presidente americano Donald Trumpa incontrare l'(ex?) arcinemico nord-coreano Kim Jong Un.

Nel frattempo però, lo scorso 20 aprile - alla vigilia di un altro storico incontro, quello tra le due Coree in programma per il 27 aprile - il Regime si è detto disposto a sospendere ogni test nucleare e missilistico, accettando inoltre di chiudere un importante sito.

Un evento salutato daTrump come una pietra miliare nel percorso di distensione con la Corea di Kim: per saperne di più ne abbiamo parlato con Antonio Fiori, analista presso l'Ispi e docente di Storia e istituzioni dell'Asia all'università di Bologna.

Professor Fiori, è già accaduto in passato che il percorso verso la denuclearizzazione della corea sembrasse arrivare ad una svolta: al di là dei comprensibili entusiasmi, quali sono le reali prospettive aperte dall'annuncio nord-coreano?

"Le prospettive - spiega Fiori- possono essere sia positive che negative. L'intera questione dovrebbe essere valutata guardando alla reale volontà di cambiamento dal regime coreano. La domanda giusta da porsi, a tal proposito, credo sia questa: la Corea è realmente intenzionata a portare il Paese verso un vero cambiamento o, come già in passato, si tratta solo di una strategia volta ad addolcire la comunità internazionale? Se il secondo caso risultasse vero, il Regime starebbe in realtà puntando a portare a casa un vantaggio insperato, ed è plausibile che, visti i precedenti, stiano giocando una partita del genere".

la Corea è realmente intenzionata a portare il Paese verso un cambiamento o si tratta solo di una strategia volta ad addolcire la comunità internazionale?

Antonio Fiori Analista, Istituto studi di politica internazionale

In altre parole, l'obiettivo potrebbe essere quello di legittimare il proprio programma nucleare, più che dismetterlo?

"Esattamente, per certi versi sì. Bisogna guardare necessariamente alle dichiarazioni che i nordcoreani hanno fatto negli ultimi giorni, e queste affermazioni dicono molto sulle loro reali intenzioni. "Dismettere il nucleare" non significa affatto rinunciare all'aanzamento tecnologico che è stato conquistato fino negli ultimi decenni. Probabilmente significa "congelare" l'armamentario nucleare che è stato costruito negli ultimi anni ma non le abilità che sono state utilizzate per costruirlo, ed è questo il vero punto: se distruggo alcuni missili non distruggerò comunque la mia capacità di costruirne altri o la tecnologia necessaria a farlo. Con queste premesse, il programma potrà essere ripreso in qualsiasi momento"

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