Le immagini di videosorveglianza pubblicate sui social media cinesi mostrano una parete di fango e detriti che si precipita verso il porto, mentre le persone fuggono e i veicoli parcheggiati vengono circondati dall’acqua dell’inondazione.
La televisione pubblica cinese CCTV ha riferito che il disastro sul versante nepalese ha provocato numerose vittime e diversi dispersi nel porto. Le immagini, successivamente rimosse dalle piattaforme cinesi, sono state verificate dall’AFP grazie a dati satellitari e a servizi di mappatura stradale.
L’ondata di piena è arrivata mentre le squadre di soccorso erano impegnate nelle ricerche in Nepal e in Tibet, dopo un disastro lungo la frontiera. Il 27 agosto le autorità nepalesi hanno dichiarato che almeno 270 persone erano morte e 823 risultavano ancora disperse, tra cui 517 turisti stranieri. Sul lato cinese, i media statali hanno riferito di tre morti e 558 dispersi a Gyirong, compresi 260 stranieri.
Lo US Geological Survey ha spiegato che il disastro è stato causato dal collasso di un ghiacciaio, che ha innescato una gigantesca colata di detriti, e non da un terremoto di magnitudo 4,4 come inizialmente riportato. In Tibet sono stati mobilitati quasi 800 soccorritori cinesi, mentre le autorità hanno avvertito che sono possibili ulteriori inondazioni.