Trump annuncia un nuovo incontro con Kim Jong-un e parla di 57 armi nucleari nordcoreane
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che incontrerà nuovamente Kim Jong-un entro la fine dell'anno e, nel farlo, ha rivelato un dato particolarmente inquietante sull'arsenale atomico di Pyongyang: secondo il presidente degli Stati Uniti, la Corea del Nord possiede 57 armi nucleari "molto potenti".
La cifra è stata pronunciata mercoledì 19 agosto davanti alla Casa Bianca, quando Trump ha confermato le sue intenzioni di tornare al tavolo con il leader nordcoreano. Sarebbe il quarto incontro tra i due, dopo i tre vertici del primo mandato di Trump nel 2018 e nel 2019, e il primo da quando il presidente è tornato alla Casa Bianca.
"Vado molto d'accordo con lui", ha detto Trump parlando di Kim. Alla domanda se i due si stiano scambiando lettere, il presidente americano non ha voluto fornire dettagli, limitandosi a sottolineare l'importanza del rapporto personale con il leader nordcoreano.
Poi il passaggio sulle armi atomiche: "Ha 57 armi nucleari molto potenti. Non si sarebbe mai dovuto permettere che accadesse". Trump ha quindi aggiunto che, se fosse stato presidente in precedenza,"non l'avrei permesso", ma che ormai Pyongyang dispone dell'arsenale.
Trump: "Se avremo un presidente stupido, Kim non starà così bene"
Il presidente americano ha poi insistito sul valore della relazione personale con Kim. "Conosco molto bene Kim Jong-un e starà bene - ha dichiarato, aggiungendo una frase destinata a far discutere: "Finché avremo un presidente intelligente, starà bene. Se avremo un presidente stupido, probabilmente non starà così bene".
Trump non ha indicato una data precisa per il nuovo vertice. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'incontro potrebbe essere collegato al viaggio di Trump in Asia e, in particolare, al vertice Apec previsto a novembre a Shenzhen, in Cina.
La cifra di 57 testate deve però essere considerata come una valutazione fornita da Trump e non come un dato ufficialmente verificato dall'Aiea. Le stime pubbliche disponibili parlano generalmente di alcune decine di testate: ad aprile il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi, aveva parlato di un rapido aumento della capacità nordcoreana di produrre armi nucleari.
La Corea del Nord continua ad aumentare la capacità nucleare
Il quadro descritto dall'Aiea rende comunque particolarmente significativo il riferimento di Trump all'arsenale nordcoreano. Secondo Grossi, l'attività del reattore da 5 megawatt di Yongbyon è aumentata rapidamente, così come quella dell'impianto di riprocessamento e di altre strutture del complesso nucleare.
L'agenzia aveva inoltre rilevato segnali compatibili con l'espansione delle capacità di arricchimento dell'uranio. Le immagini satellitari hanno indicato anche la presenza di nuove infrastrutture che potrebbero aumentare ulteriormente la capacità di Pyongyang di produrre materiale fissile.
A giugno la Corea del Nord aveva mostrato una nuova struttura per la produzione di materiale nucleare. Secondo le dichiarazioni di Kim riportate dai media statali, la capacità di produzione di materiale fissile per uso militare sarebbe più che raddoppiata nell'arco di cinque anni.
A luglio, inoltre, Pyongyang ha annunciato l'intenzione di rafforzare le proprie forze nucleari sia quantitativamente sia qualitativamente, mentre Kim ha ribadito che la sicurezza del Paese dipende dalla costruzione di un esercito capace di fronteggiare le minacce esterne.
La Corea del Nord ha effettuato sei test nucleari, dal primo del 2006 all'ultimo, nel settembre 2017.
La svolta sulle esercitazioni con la Corea del Sud
L'annuncio del nuovo incontro con Kim arriva pochi giorni dopo un'altra decisione destinata a influenzare gli equilibri nella penisola coreana. Trump ha ordinato al Pentagono di ridurre le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, giudicandole troppo costose e sostenendo che rappresentino un segnale inutilmente ostile nei confronti di Pyongyang.
Le manovre Ulchi Freedom Shield, iniziate il 17 agosto, coinvolgono circa 18.000 militari sudcoreani e sono concepite per preparare le forze alleate a minacce moderne, comprese operazioni informatiche, attacchi con droni e interferenze dei sistemi Gps.
Pyongyang ha comunque respinto l'idea che la riduzione delle esercitazioni rappresenti un cambiamento sostanziale e ha continuato a definirle provocatorie. La sorella di Kim, Kim Yo-jong, ha sostenuto che il ridimensionamento non modifica la natura delle manovre, pur definendo «eccellenti» i rapporti tra suo fratello e Trump.
Il nuovo tentativo di dialogo si apre quindi in uno scenario molto diverso da quello del 2018: la diplomazia personale tra Trump e Kim non aveva prodotto un accordo sulla denuclearizzazione e, nel frattempo, Pyongyang ha continuato ad ampliare le proprie capacità nucleari e missilistiche. Il possibile nuovo vertice potrebbe dunque partire da una posizione di forza molto maggiore per la Corea del Nord.