Il Consiglio dei ministri approva la dichiarazione di zona gravemente colpita per le catastrofi tra marzo e luglio 2026, con particolare attenzione all'incendio di Los Gallardos, che ha causato 14 morti ad Almería
Il Consiglio dei ministri ha approvato martedì scorso la dichiarazione di zona gravemente colpita da un'emergenza di protezione civile per 211 aree distribuite in 14 comunità autonome.
Il provvedimento copre le catastrofi avvenute tra il 31 marzo e il 27 luglio 2026, un periodo dominato da incendi boschivi di tale violenza da spingere il governo ad attivare, lo scorso 23 luglio, la prima "emergenza di interesse nazionale" per un incendio boschivo nella storia della Spagna, di fronte ai roghi che hanno devastato la Comunità di Madrid e le province di Ávila e Toledo.
Los Gallardos, l'episodio più grave
Tra il lungo elenco di emergenze, l'accordo governativo segnala in particolare il incendio di Los Gallardos, ad Almería, per le sue "conseguenze umane e materiali, con 14 persone decedute". È l'episodio che ha pesato di più sulla decisione di accelerare gli aiuti previsti dalla legge 17/2015 sul Sistema nazionale di protezione civile.
L'emergenza non si limita ad Almería. Ad aprile, gli incendi di Ponteareas (Pontevedra) hanno reso necessario l'intervento dei mezzi statali quando si è raggiunta la situazione operativa 2. L'incendio più recente dell'elenco, a Vall d'Uixó (Castellón), era ancora attivo quando è stata redatta la relazione.
Il fascicolo tecnico ricostruisce una successione di episodi che si è intensificata con l'arrivo della primavera. Ad aprile, Galizia e Asturie hanno subito incendi mentre Minorca era interessata da fenomeni costieri e la Catalogna da temporali. A maggio, La Rioja ha registrato frane che hanno colpito infrastrutture come il muro di Nalda e parte della muraglia del castello di San Vicente de la Sonsierra.
La seconda metà di giugno è stata il momento di massima intensità: i roghi a Talavera, Forallac e Tiana (Catalogna) hanno costretto a introdurre "misure di confinamento preventivo in diversi centri abitati", mentre Castiglia e León affrontava diversi focolai simultanei a El Bierzo. A fine mese, le fiamme hanno lasciato il posto all'acqua: Haro, in La Rioja, ha registrato 54,9 l/m² di pioggia durante una perturbazione che ha attivato 70 interventi nell'ambito del piano Inuncar.
Aiuti automatici per i danneggiati
La dichiarazione attiva subito un pacchetto di aiuti gestiti dal ministero dell'Interno, disponibili fin dal momento stesso di ciascuna emergenza: indennizzi per decesso o invalidità, sostegno alla riparazione di abitazioni e arredi, sovvenzioni ai comuni per le spese urgenti e aiuti a esercizi commerciali e industrie colpite. Viene inoltre abolito il pagamento dei diritti per le pratiche presso la Direzione generale del traffico, così che chi ha perso l'auto o i documenti possa rinnovarli senza costi.
La dichiarazione funge da chiave perché altri ministeri attivino le proprie misure. Il ministero delle Finanze annuncerà esenzioni dall'IBI e riduzioni dell'IAE, e ha confermato che gli aiuti per i danni personali saranno esentati dall'IRPF. Il ministero del Lavoro potrà concedere sgravi o esenzioni dei contributi alla sicurezza sociale alle imprese e ai lavoratori autonomi che hanno sospeso la loro attività. Il ministero della Politica territoriale e Memoria democratica si farà carico fino al 50% del costo di riparazione di infrastrutture municipali come palazzetti dello sport o reti di approvvigionamento.
L'accordo consente inoltre ai ministeri di dichiarare "zona di intervento speciale" i propri ambiti di competenza, il che accelera i contratti d'emergenza senza limiti di importo e permette perfino l'esproprio forzoso urgente per ripristinare più rapidamente i servizi essenziali.
14 comunità, un solo accordo
Le comunità incluse sono: Andalusia, Aragona, Isole Baleari, Asturie, Castiglia-La Mancia, Castiglia e León, Catalogna, Galizia, La Rioja, Comunità di Madrid, Navarra, Paesi Baschi, Regione di Murcia e Comunità Valenciana.
L'accordo recupera inoltre episodi precedenti al periodo principale, come i danni causati dalla tempesta Marta in Catalogna il 9 febbraio, che finora non erano stati coperti.