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Covid e laboratorio di Wuhan, Trump vara nuove restrizioni sulla ricerca biologica

Foto d'archivio pubblicata dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, ricercatori al lavoro in un laboratorio per i test COVID-19 fornito dalla società cinese BGI Genomics
Foto d'archivio pubblicata dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, ricercatori al lavoro in un laboratorio per i test COVID-19 fornito dalla società cinese BGI Genomics Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
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Gli Stati Uniti varano una nuova direttiva che blocca i finanziamenti alla ricerca "gain of function". L'amministrazione Trump rilancia la teoria della fuga dal laboratorio di Wuhan mentre Anthony Fauci torna sotto esame al Senato

Gli Stati Uniti inaspriscono le regole sulla ricerca biologica ad alto rischio, rilanciando uno dei temi più controversi legati alla pandemia di Covid-19: l'ipotesi che il coronavirus sia fuoriuscito da un laboratorio di Wuhan.

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L'amministrazione del presidente Donald Trump ha infatti introdotto una nuova direttiva che limita drasticamente i finanziamenti federali destinati agli esperimenti di "acquisizione di funzione" (gain of function), ossia quelle ricerche che modificano virus e altri patogeni per studiarne l'evoluzione e prepararsi a future pandemie.

La misura rappresenta un ulteriore passo della strategia inaugurata con l'ordine esecutivo firmato da Trump nel maggio 2025 e punta a impedire che fondi pubblici statunitensi vengano utilizzati per ricerche considerate potenzialmente pericolose, sia sul territorio americano sia all'estero.

Cosa cambia con la nuova direttiva

Il provvedimento, annunciato congiuntamente dal Dipartimento di Stato e dal Dipartimento della Salute, vieta il finanziamento federale delle ricerche di acquisizione di funzione ritenute ad alto rischio e introduce procedure di controllo molto più severe.

Le nuove norme prevedono una revisione indipendente dei progetti più delicati nell'ambito delle scienze della vita e consentono di sospendere o negare i finanziamenti qualora gli esperimenti possano aumentare il rischio di incidenti biologici o creare patogeni con caratteristiche più pericolose.

Secondo l'amministrazione americana, l'obiettivo è continuare a sostenere la ricerca scientifica senza compromettere la sicurezza pubblica.

L'approccio "America First" alla ricerca

Il direttore dei National Institutes of Health (NIH), Jay Bhattacharya, ha definito la nuova politica un approccio "America First" alla ricerca scientifica.

In un editoriale pubblicato dal Wall Street Journal, Bhattacharya ha spiegato che la direttiva mira a preservare i benefici della ricerca nelle scienze della vita individuando però le aree di maggiore rischio, con particolare attenzione alla prevenzione di fughe accidentali o intenzionali dai laboratori e all'introduzione di sanzioni contro pratiche considerate irresponsabili.

Il nodo Wuhan e le origini del Covid

La nuova stretta si inserisce nel dibattito, ancora aperto, sulle origini della pandemia.

Trump sostiene da anni che il virus responsabile del Covid-19 sia fuoriuscito dall'Istituto di Virologia di Wuhan durante ricerche di acquisizione di funzione. Questa ricostruzione si contrappone all'altra ipotesi, secondo cui il coronavirus avrebbe compiuto un salto naturale dagli animali all'uomo nel mercato ittico della città cinese.

Ad oggi non esiste un consenso scientifico definitivo sull'origine della pandemia. Diverse agenzie di intelligence e organismi internazionali hanno valutato entrambe le ipotesi, senza giungere a una conclusione condivisa.

Fauci torna sotto pressione

La decisione dell'amministrazione Trump arriva mentre si riaccende il confronto politico sulla gestione della pandemia e sul ruolo dell'ex consigliere sanitario della Casa Bianca, Anthony Fauci.

Per anni Fauci ha respinto le accuse secondo cui gli Stati Uniti avrebbero finanziato ricerche di acquisizione di funzione in Cina, sostenendo che i fondi americani non fossero destinati a quel tipo di sperimentazione.

Nelle stesse ore, il senatore repubblicano Rand Paul ha reso pubblico il diario privato dell'ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). I documenti contengono annotazioni e discussioni interne che mostrano divergenze di opinione sulle possibili origini del Covid-19 nei primi mesi della pandemia.

Fauci è inoltre atteso davanti a una commissione del Senato, dove dovrà rispondere alle domande dei parlamentari sulla gestione dell'emergenza sanitaria e sul dibattito riguardante le ricerche svolte in Cina.

La nuova direttiva potrebbe così riaprire uno dei capitoli più controversi della pandemia, con effetti destinati a influenzare non solo la politica scientifica degli Stati Uniti, ma anche la cooperazione internazionale nella ricerca sulle future minacce biologiche.

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