L'Ucraina assicura all'Iran che l'attacco alla nave "Anna" nel Mar Caspio è stato non intenzionale. Teheran evita l'escalation ma chiede il risarcimento dei danni e ribadisce: "Inaccettabile colpire i nostri interessi"
Dopo giorni di forti tensioni diplomatiche, Iran e Ucraina sembrano voler evitare un ulteriore deterioramento dei rapporti in seguito all'attacco contro la nave iraniana "Anna" nel Mar Caspio, costato la vita a un marinaio e il ferimento di un altro membro dell'equipaggio.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha reso noto su X di aver avuto un colloquio con il suo omologo ucraino Andriy Sybiha, il quale gli avrebbe assicurato che l'attacco è stato "non intenzionale" e che Kiev non intende alimentare un'escalation con la Repubblica islamica.
Teheran: "Non vogliamo l'escalation, ma pagate i danni"
Araghchi ha confermato che anche l'Iran non è interessato a un'escalation della crisi, pur ribadendo una posizione di fermezza.
"Qualsiasi attacco contro i cittadini o gli interessi dell'Iran è inaccettabile", ha scritto il capo della diplomazia iraniana, aggiungendo che i danni subiti dovranno essere risarciti.
Le dichiarazioni segnano un cambio di tono rispetto ai giorni precedenti, quando lo stesso ministro aveva affermato che l'attacco "non poteva restare senza risposta", lasciando intendere possibili ritorsioni diplomatiche o di altra natura.
L'attacco alla nave "Anna"
Secondo la ricostruzione fornita da Teheran, l'attacco è avvenuto il 3 Mordad del calendario persiano (26 luglio nel calendario gregoriano) contro la nave commerciale iraniana "Anna", mentre navigava nel Mar Caspio.
L'esplosione ha provocato la morte di un marinaio e il ferimento di un altro componente dell'equipaggio. L'episodio rappresenta uno degli sviluppi più insoliti del conflitto tra Russia e Ucraina, poiché porta le operazioni militari anche nel bacino del Mar Caspio, tradizionalmente rimasto ai margini della guerra.
Kiev: la nave trasportava materiale militare per Mosca
Dal canto suo, l'Ucraina sostiene che la nave fosse impiegata nel trasporto di equipaggiamento militare destinato alla Russia e che l'operazione rientrasse nelle azioni volte a interrompere la logistica bellica di Mosca.
Dopo il colloquio con Araghchi, Sybiha ha precisato di aver sottolineato che le operazioni ucraine sono dirette esclusivamente contro gli strumenti dell'aggressione russa e non hanno l'obiettivo di colpire civili o imbarcazioni commerciali. Allo stesso tempo, il ministro ucraino ha invitato Teheran a interrompere ogni forma di sostegno alla guerra condotta dalla Russia contro l'Ucraina.
L'Iran respinge le accuse
Teheran continua però a negare qualsiasi coinvolgimento diretto nel conflitto russo-ucraino. Il ministero degli Esteri iraniano ha respinto le accuse secondo cui la nave trasportasse armamenti per Mosca, ribadendo che la Repubblica islamica non ha alcun ruolo nella guerra tra Russia e Ucraina.
L'episodio si inserisce tuttavia in un contesto di relazioni estremamente tese. Kiev accusa da tempo l'Iran di fornire droni e tecnologie militari alla Russia, accuse sempre respinte da Teheran, che continua a sostenere una posizione ufficiale di neutralità pur mantenendo stretti rapporti politici e strategici con Mosca.
La diplomazia prova a evitare una nuova crisi
Il colloquio tra Araghchi e Sybiha rappresenta il primo tentativo concreto di raffreddare una crisi che rischiava di aprire un nuovo fronte diplomatico tra Iran e Ucraina. Pur mantenendo posizioni molto distanti sulle responsabilità dell'attacco e sul presunto sostegno iraniano alla Russia, entrambe le capitali hanno manifestato la volontà di evitare una spirale di ritorsioni.
Resta però aperta la richiesta avanzata da Teheran di ottenere un risarcimento per i danni subiti, mentre Kiev continua a sostenere la legittimità delle proprie operazioni contro obiettivi ritenuti funzionali allo sforzo bellico russo