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Ue, la Spagna propone un nuovo meccanismo di indebitamento comune per un massimo di 850 miliardi

Il ministro dell'Economia spagnolo Carlos Cuerpo Caballero parla con i media prima di una riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, maggio 2026
Il ministro dell'Economia spagnolo Carlos Cuerpo Caballero parla con i media prima di una riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, maggio 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Omar Havana
Diritti d'autore AP Photo/Omar Havana
Di Eleonora Vasques
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il ministro Carlos Cuerpo proporrà un nuovo meccanismo di debito comune alla riunione dei ministri delle Finanze di giovedì a Bruxelles. Nel documento visionato da Euronews la partecipazione sarebbe volontaria, ma dovrebbero esserci almeno i cinque maggiori emittenti dell'area Euro

Il governo spagnolo ha proposto un nuovo meccanismo di indebitamento comune dell’UE, per un valore fino a 850 miliardi di euro l’anno, secondo un documento visionato da Euronews.

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La proposta sarà presentata giovedì a Bruxelles dal ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo, nel corso di una riunione dei ministri delle Finanze dell’area euro.

La Spagna sostiene che la liquidità sia fondamentale per creare un’attività sicura comune, che funga da riferimento per le imprese europee e riduca i loro costi di finanziamento.

Questo, a sua volta, avrebbe effetti positivi sugli obiettivi di competitività dell’Unione europea, ad esempio mercati dei capitali più integrati e un rafforzamento del ruolo dell’euro come valuta internazionale.

La proposta sottolinea anche la necessità di ridurre la frammentazione nell’emissione del debito.

Secondo Madrid, se l’UE emettesse titoli con costi di finanziamento pari a quelli tedeschi, un meccanismo di emissione più centralizzato potrebbe generare risparmi di circa 5 miliardi di euro l’anno, che supererebbero i 25 miliardi quando il volume delle emissioni raggiungerà i 5mila miliardi.

L’opposizione all’indebitamento comune dell’UE è ben radicata a Bruxelles. Paesi guidati da Germania e Paesi Bassi si oppongono fermamente ad assumere qualsiasi nuova forma di debito congiunto.

Al contrario, Paesi come Francia e Grecia hanno sostenuto pubblicamente nuovi strumenti di indebitamento comune.

Per tracciare una strada da seguire, la Spagna propone la creazione di una European Sovereign Facility.

La partecipazione sarebbe volontaria: la Commissione europea centralizzerebbe una parte dei programmi di finanziamento degli Stati membri, ma i Paesi partecipanti dovrebbero rispettare le regole fiscali dell’UE.

Le emissioni annuali arriverebbero a 850 miliardi di euro se partecipassero tutti i 27 Stati membri, insieme al Meccanismo europeo di stabilità e al Fondo europeo di stabilità finanziaria.

In questo modo l’UE potrebbe raggiungere uno stock di 5mila miliardi di euro in cinque anni.

Se non tutti i Paesi dell’UE fossero disposti a partecipare, la Spagna immagina la creazione, in una fase iniziale, di una coalition of the willing, una nuova coalizione dei volenterosi.

In ogni caso, "perché l’iniziativa abbia un peso, dovrebbero partecipare almeno i cinque maggiori emittenti dell’area euro, poiché da soli consentirebbero un volume di emissioni annuali di circa 540–550 miliardi di euro", si legge nel documento.

Le garanzie del meccanismo sarebbero due: il prestito agli Stati membri partecipanti e il bilancio dell’UE.

I 27 membri del blocco stanno attualmente discutendo il bilancio pluriennale 2028-2034, che dovrebbe essere approvato entro la fine del 2026, con un intenso dibattito sulle modalità di finanziamento.

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